Diocesi: Padova, domani Marcia della pace a Stanghella

In cammino per rilanciare il primo saluto e il messaggio di pace reiterato in questi mesi da Papa Leone XIV. “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”, tema del messaggio del Santo Padre XIV per la Giornata mondiale della pace celebrata il 1° gennaio, sarà il titolo della Marcia diocesana per la pace 2026 che si svolgerà domenica 18 gennaio nella zona più a sud della diocesi di Padova, a Stanghella, nel contesto della Collaborazione pastorale Adriatica, dove i partecipanti saranno invitati a seguire un percorso ad anello di circa 3,5 km che li vedrà partire (e poi ritornare) da piazza Renato Otello Pighin al termine della marcia, come di consueto, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina di Stanghella. Il percorso, con inizio alle 14.15, si articolerà in quatto momenti di riflessione e animazione, preparati dalle comunità della Collaborazione pastorale Adriatica, per chiedere “pace nel mondo” e “pace con il creato”, ma anche per renderci consapevoli che è possibile “un’economia di pace” e che tutti possiamo essere “artigiani di pace”. Verranno anche proposte quattro testimonianze rispetto ad alcune drammatiche situazioni di guerra: il Sudan, l’Ucraina, Gaza e la Cisgiordania.
“In questo tempo – ha affermato suor Francesca Fiorese, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Padova e coordinatrice della Marcia per la pace – non è superfluo il richiamo all’essere veramente e pienamente umani, a pacificare le relazioni, a ripensare gli stili stessi delle nostre relazioni, dalle più piccole, familiari e quotidiane a quelle che riguardano i rapporti internazionali, troppo spesso marcate da gravi e minacciose conflittualità. Rinunciare alla giustizia lascia spazio soltanto alla forza e alla prepotenza come soluzioni a tensioni e conflitti. Assistiamo quotidianamente a morte e distruzione, rischiando di assuefarci a una cultura di morte e di violenza, di rimanere insensibili di fronte a sofferenze inaudite, violenze, malattia, fame che sono le vere, prime e gravi conseguenze della guerra, mentre avanza la retorica del progresso tecnologico negli armamenti”. “Con la Marcia per la pace – ha aggiunto – desideriamo ancora una volta ribadire il nostro impegno per una ‘pace disarmata e disarmante’ che abbia a cuore tutti i popoli piegati dal sopruso e dalla violenza e per ribadire l’urgenza di un recupero reale del diritto internazionale e del riconoscimento degli organismi internazionali”.

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