Giubileo 2025. Diocesi di Senigallia: con l’“Iter Suasanum” la bellezza è accessibile per tutti

In vista del Giubileo 2025, è stato presentato a Roma, lunedì 11 dicembre, alla Pontificia Università Urbaniana, il progetto “Iter Suasanum: alle radici del cristianesimo nella diocesi di Senigallia”

(Foto: Itria)

In vista del Giubileo del 2025, la diocesi di Senigallia, su sollecitazione del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, ha predisposto un cammino che coinvolge i territori comunali di Mondolfo, Corinaldo e Castelleone di Suasa, lungo le rive del fiume Cesano. Il progetto “Iter Suasanum: alle radici del cristianesimo nella diocesi di Senigallia”, presentato a Roma l’11 dicembre, punta sull’accessibilità, intesa non solo come abbattimento delle barriere architettoniche, ma come superamento di tutte le barriere culturali, linguistiche, cognitive, sensoriali, anagrafiche, religiose ancora presenti. L’“Iter Suasanum” offre una proposta di turismo consapevole, che svela il territorio attraverso la scoperta lenta del paesaggio. Abbiamo chiesto a Dino Angelaccio, presidente di Itria – Itinerari turistico-religiosi interculturali accessibili, di raccontarci il progetto.

Come nasce l’itinerario?

Insieme a suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, in questi mesi abbiamo stimolato alcune realtà territoriali e soprattutto comunità a mettersi in gioco e a raccogliere la sfida dell’accessibilità in vista del Giubileo. Il sistema territoriale delle Marche è stato il primo che ha raccolto questa sfida con l’itinerario intitolato “Iter Suasanum”, che vuole presentarsi come un’esperienza, un cammino capace di rispondere ai bisogni e ai desideri della diversità umana: tutto ruota intorno alla centralità della persona, ciascuno dovrà sentirsi accolto indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche, sensoriali, cognitive, ma anche anagrafiche, linguistiche, culturali e religiose.Quindi l’obiettivo del progetto è quello di far conoscere questo territorio piccolo, ma molto prezioso e ricco, ai pellegrini che raggiungeranno nel 2025 il nostro Paese. Le stime parlano di oltre 6 milioni di persone con disabilità che arriveranno da ogni parte del mondo per il Giubileo, ma noi ci rivolgiamo a tutti offrendo la possibilità di conoscere una parte dell’Italia che spesso rimane in un alveo di invisibilità, perché magari sono aree interne, piccoli borghi, insomma, vogliamo anche restituire un protagonismo ai territori e alle persone che ci vivono, che sono i primi turisti e i primi artefici di questi progetti. Come condividiamo con suor Veronica, progettare per tutte le persone, per la diversità umana, vuol dire progettare con le persone, non al posto delle persone e quindi questi progetti hanno la caratteristica principale di vedere il coinvolgimento attivo e consapevole da parte di tutte le persone che vivono nei territori, ma anche delle associazioni, della diocesi, delle parrocchie, degli enti locali in tutte le azioni del progetto.

Quali sono i paesi coinvolti nell’“Iter Suasanum”?

(Foto: Itria)

In particolar modo l’“Iter Suasanum” collega Mondolfo, Corinaldo e Castelleone di Suasa, tre luoghi molto interessanti e simbolici, che insistono sul territorio diocesano di Senigallia, anche se fanno parte di due province diverse. Ad esempio, a Corinaldo ci sono il santuario e la casa natale di Santa Maria Goretti. Per il progetto è stata realizzata una riproduzione tattile e parlante del dipinto della santa che è presente all’interno del santuario e abbiamo realizzato anche delle cartoline che tutte le persone sono in grado di esplorare, ognuna con le sue possibilità, anche queste hanno tratti in rilievo e un Qr Code che dà accesso a un video che racconta la storia del santuario sia in italiano sia con sottotitoli in una lingua che si può scegliere e anche in Lingua dei segni. I comuni di Mondolfo e Corinaldo hanno poi diverse abbazie e due centri storici, due borghi arroccati sul medio crinale che hanno mura di conservate molto bene, hanno una logica urbanistica medievale e costruzioni interessanti. L’area archeologica della città romana di Suasa custodisce un teatro che viene ancora oggi utilizzato per ospitare concerti o spettacoli, c’è un camminamento molto bello attraverso dei mosaici di epoca romana conservati in maniera straordinaria. Come in ogni angolo del nostro Paese ci sono delle bellezze che neppure noi conosciamo e che vanno riscoperte: se riusciamo a renderle fruibili per tutte le persone riusciamo a costruire uno strumento per comunicare lo straordinario patrimonio culturale dell’Italia in vista del Giubileo. Con il progetto facciamo in modo che la bellezza o le tecniche che sono dietro un affresco, un dipinto, un mosaico siano accessibili a tutte le persone in tutte le modalità possibili, per permettere a tutti un’esperienza con la bellezza. Lo slogan di questo mosaico di itinerari che stiamo costruendo è che l’accessibilità per il Giubileo deve rendere esigibile il diritto alla bellezza, perché il diritto alla bellezza non è normato ma è iscritto nel nostro patrimonio storico, artistico, religioso, spirituale, soprattutto nel nostro Paese:

la bellezza deve essere di tutti e per tutti.

Come avete costruito il progetto?

Il primo elemento su cui abbiamo lavorato per tutti gli itinerari, non solo questo nella Marche, è abbattere le barriere dell’informazione.

Di solito quando realizziamo progetti sull’accessibilità pensiamo di dover partire dall’abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali, questo è certamente importante, ma noi dobbiamo anche mettere le persone in condizione di avere un’informazione chiara, comprensibile, analitica su quelle che sono le caratteristiche dei luoghi, come si fa a raggiungere un luogo, che tipo di esperienza si può vivere e quali servizi si possono trovare. Già questo salto di qualità nel tipo di informazione e nel modo in cui viene comunicata permette alle persone di scegliere con consapevolezza se scegliere di visitare uno dei luoghi meravigliosi di questo itinerario. Abbiamo anche iniziato a lavorare sulla segnaletica (mappe, segnaletica direzionale e identificativa, skyline dei punti panoramici…) con caratteristiche che la renderanno utilizzabile e gradevole per tutte le persone. Presenterà disegni e profili in rilievo ed esplorabili tattilmente, caratteri ad alta leggibilità, scritte in rilievo nero e braille in rilievo, font adatto sia a dislessici sia a persone ipovedenti, contrasti cromatici, texture differenti, pittogrammi e punti cardinali tattili e comprensibili anche da persone con disabilità cognitiva, alcuni itinerari con l’indicazione del livello di difficoltà (distanze, tempo di percorrenza, dislivelli, punti di sosta…), Qr Code tattili con audio e video descrizioni delle caratteristiche di luoghi ed itinerari, sottotitoli multilingue e interprete della lingua italiana dei segni e di alcune lingue dei segni internazionali. Alcune mappe di luoghi conterranno anche Qr Code tattili che attiveranno voci e video di persone del territorio (di età differenti) che racconteranno la vera anima e identità delle aree territoriali coinvolte attraverso il loro vissuto personale e familiare associato a luoghi specifici.

Gli itinerari come sono costruiti?

La diversità è una ricchezza e nei nostri itinerari non si troveranno mai soluzioni per presunte categorie di persone, esistono le persone, non le categorie, quindi noi cerchiamo di offrire servizi, esperienze museali, ludiche, sportive, capaci di far vivere queste esperienze a tutte le persone insieme. Bisogna creare delle relazioni con i luoghi ma anche tra le persone che vivono un’esperienza. Spesso vediamo percorsi tattili per qualcuno, visite guidate per altri, ma questa non è accessibilità, è ghettizzazione. Invece dobbiamo costruire soluzioni che siano in grado di far vivere un’esperienza a tutti, facendo incontrare le persone. Lungo gli itinerari includeremo anche dei parchi gioco inclusivi, dove non ci saranno aree o giochi riservati solo a piccoli con problemi di deambulazione, tutto sarà fruibile per tutti. Ma quello delle Marche non è l’unico progetto. I primi 5 itinerari sono “Iter Suasanum” nelle Marche, “Romanic@mente” in Molise, “Sulle orme del Santo” a Poli nel Lazio, “Antica Via Regia” a Cava dei Tirreni in Campania, “Le Vie del Santo” a San Bellino nel Veneto.

La nostra idea è costruire un mosaico di cammini da offrire per il Giubileo del 2025 e far lavorare insieme tutte le comunità. L’obiettivo è farle diventare destinazioni che guardano oltre il Giubileo dando vita e forma a un turismo accessibile, più lento, in cui ci si sente accolti e non ospiti. Vorremmo costruire una sorta di catalogo che sarà dato a tutti i pellegrini che arriveranno in Italia, a prescindere dal fatto che possano avere delle disabilità, per vivere un’esperienza di viaggio, oltre ai canonici giorni di Roma: chi viene da lontano per il Giubileo di solito si ferma qualche giorno in più spostandosi in varie località italiane, noi vorremmo far conoscere un’Italia diversa. Questa forma di rigenerazione fatta attraverso il turismo e la cultura potrebbe consentire a questi territori di invertire la rotta rispetto allo spopolamento. Infatti, il progetto serve anche a creare delle opportunità lavorative. Un elemento qualificante di tutti questi itinerari è l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. Ad esempio, ragazzi autistici o con disabilità intellettiva diventeranno, attraverso corsi di formazione, guide turistiche e animatori territoriali degli itinerari.

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