“Chiediamo agli Houthi di cessare immediatamente ogni azione militare, ogni minaccia e ogni attacco contro la navigazione civile e a tornare al processo politico in buona fede. Chiediamo all’Iran di porre fine alla fornitura di armi e al sostegno agli Houthi, in violazione delle Risoluzioni 1747, 2140 e 2216 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le loro riprovevoli azioni costituiscono una pericolosa escalation che rischia di aggravare ulteriormente il conflitto, minando il commercio internazionale e creando instabilità economica mondiale”. È quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri dei Paesi del G7 – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America – e dell’Alto Rappresentante dell’Unione europea riguardante lo stretto di Bab al-Mandab e i diritti e le libertà di navigazione. “Riteniamo che la situazione nello Yemen rappresenti una minaccia inaccettabile per la stabilità e la sicurezza regionali, per la sicurezza energetica mondiale, nonché per i diritti e le libertà di navigazione e la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab”, affermano, aggiungendo che “condanniamo con la massima fermezza gli inaccettabili attacchi che continuano a essere sferrati dagli Houthi nello Yemen e contro il Regno dell’Arabia Saudita, ivi compresi quelli che colpiscono la popolazione civile e le infrastrutture civili, aggravando così le sofferenze di natura umanitaria. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al governo legittimo dello Yemen e al Regno dell’Arabia Saudita”. Per i ministri degli Esteri dei Paesi del G7 c’è “assoluta necessità di garantire in modo permanente la sicurezza marittima, nonché i diritti e le libertà di navigazione in tutto il mondo, al fine di prevenire interruzioni prolungate delle catene di approvvigionamento globali, specialmente per quanto riguarda i flussi di energia, fertilizzanti e generi alimentari, che sarebbero altamente dannose per le economie e le popolazioni vulnerabili nella regione e nel resto del mondo”.