Intelligenza artificiale: mons. Cantú (vescovi Usa), “le diocesi hanno già iniziato a dotarsi di regole”

“Le diocesi hanno già iniziato a dotarsi di regole e linee guida per un impiego etico e responsabile dell’intelligenza artificiale. La tecnologia corre veloce e stiamo cercando di recuperare terreno, ma è indispensabile farlo, perché le persone la usano già”. Lo sottolinea in un’intervista al Sir mons. Oscar Cantú, vescovo di San José e presidente della task force dei vescovi statunitensi sull’intelligenza artificiale, assicurando che la Chiesa è pronta ad applicare a sé stessa i criteri che propone al mondo tecnologico. La task force, spiega, studierà le buone pratiche delle diocesi per mettere a disposizione dei vescovi e delle Chiese locali “strumenti per un utilizzo sicuro e consapevole dell’IA”. Tra le priorità, la tutela dei più giovani: “Gli sviluppatori devono integrare protezioni che impediscano a questi programmi di incoraggiare gli utenti a nuocere a sé stessi o agli altri”, afferma il presule a proposito dei chatbot ai quali si rivolgono gli adolescenti. “Il rischio che chi li usa arrivi a farsi del male preoccupa profondamente la Chiesa. Purtroppo, abbiamo già assistito a tragedie di questo tipo”. Alcuni sviluppatori hanno già introdotto tali protezioni, osserva: “è necessario che le adottino tutti, e spetta ai legislatori regolamentarle”. La Chiesa, aggiunge, soprattutto attraverso la pastorale giovanile, “ha già inserito la salute mentale nei propri percorsi, incoraggiando i ragazzi a chiedere aiuto quando si sentono soli, depressi o in ansia”.

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