(Rimini) “Si può fare rete solo insieme”. È la ricetta di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità. Lo dice al Meeting per l’amicizia tra in popoli in corso a Rimini da venerdì scorso. La religiosa è stata fra i relatori dell’incontro “Fare rete per la disabilità organizzato dalla Cdo Opere Sociali svoltosi oggi pomeriggio. “Ognuno – prosegue – può fare la propria parte”. Poi, ha aggiunto, sarebbe bello che il prossimo anno venissero qui le persone con disabilità a raccontare le loro storie”. Non solo servizi, ci vuole una comunità. “Comunità con il gusto del noi – incalza suor Donatello -. Dobbiamo provocare la cultura”, perché le persone di disabilità non vogliono solo assistenza, ma hanno desideri da esprimere. Allora fare rete “significa rendere il mondo più umano”. Come cerca di fare la Cei con i fondi 8xmille, “investendo dove non lo farebbe nessuno. Come a Cerreto Sannita”, un piccolo centro di poco più di tremila abitanti in provincia di Benevento, dove sono state create opportunità per giovani con disabilità grazie a laboratori (pasticceria, ceramica, musica) per sviluppare competenze, autonomia e valorizzare i talenti, o altri casi in cui le canoniche sono diventate case-famiglia. “Occorre avere il gusto del noi”, aggiunge la suora, e pensare all’inclusione di tutti, “dai primi anni di scuola fino all’ultimo tratto di vita, perché la disabilità non è solo dei bambini, ma riguarda anche gli anziani”. Il gusto del noi è quello messo in campo dalla cooperativa sociale “Amici di Gigi” sorta attorno a un desiderio: “quello di mettere la nostra vita a disposizione degli altri”, dice il direttore Stefano Noziglia, per cercare di “fronteggiare la solitudine che colpisce le famiglie con figli affetti da disturbi dello spettro autistico”. Una realtà complessa, a tratti dura, come quella che sperimentano coppie di coniugi che vengono abbandonate da amici e parenti. “La solitudine si affronta con la comunione – prosegue Noziglia -. Ti fa vedere la realtà sotto un altro punto di vista”. È in questo modo che possono nascere esperienze come la Spiaggia libera tutti, sul lungomare di Rimini, accessibile per chiunque e senza barriere. Davide De Santis, presidente della Mongolfiera, organizzazione di volontariato che si impegna nell’aiuto alle famiglie con figli con disabilità, insiste sulla centralità della persona. “Prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro per affrontare quel capita ogni giorno”. Perché, fa presente, “bisogna favorire un cambio di prospettiva, ma occorre anche prendere sulle nostre spalle la loro croce. L’amicizia si realizza in gesti concreti”.