Meeting di Rimini: card. Zuppi, “prima dei confini vengono le persone, pù accoglienza significa più futuro”

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

“Salvare tutti non significa che entrino tutti, come una certa stupida e volgare polarizzazione, ma salvare tutti e poi bisogna trovare i modi, le idee, la regolarizzazione, la legalizzazione, per combattere l’illegalità con la legalità”. Lo ha detto il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, parlando a margine della messa celebrata questa mattina al Meeting di Rimini. Il porporato ha ricordato le 15 persone morte nel Mar Mediterraneo e ribadito concetti già espressi da Papa Leone XIV: “Prima dei confini vengono le persone. È ineccepibile. Poi occorre trovare tutte le soluzioni”. Per Zuppi si tratta di scegliere “un sistema che guardi al futuro, perché non è soltanto ‘più figli più futuro’, ma anche ‘più accoglienza e più futuro’”. “Un tema questo che riguarda anche l’Europa, un’Europa solidale e unita, come deve essere e come è nata”. L’Europa che “è nata da tanti cristiani che l’hanno voluta solidale e unita perché non ci fosse più la guerra e perché diventasse un luogo dove imparare a vivere insieme”. “Non possiamo mai abituarci alla sofferenza di tante persone. Ci aiutano a essere consapevoli e a scegliere un futuro che sia per tutti perché solo insieme se ne esce”, ha aggiunto il cardinale, che si è detto speranzoso che gli appelli continui alla pace e all’accoglienza del Pontefice “vengano presi sul serio da tanti. Sono appelli realisti, non qualcosa di generico. Quel realismo cristiano che ha permesso, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di costruire un ordine che comunque ha fatto capire che i conflitti si debbono risolvere con il dialogo e con la parola. Perché la Seconda Guerra Mondiale ci ha insegnato che bisogna ripudiare la guerra, e per ripudiarla bisogna trovare altri modi”.

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