Perdonanza Celestiniana: card. Petrocchi a L’Aquila, “il perdono è una reazione coraggiosa”

“Il perdono non rappresenta un cedimento di fronte a un affronto subìto, ma si pone come una reazione coraggiosa e rigenerativa, animata dall’amore, di fronte a una lacerazione nei rapporti interpersonali”. Lo ha detto il card. Giuseppe Petrocchi, intervenendo oggi a L’Aquila al Convegno sul Perdono, in preparazione della Perdonanza Celestiniana. “Il perdono si oppone al rancore e alla vendetta, non alla giustizia”, ha proseguito il porporato, ricordando che chi perdona davvero “non dimentica”, ma rinuncia a farsi dominare dalla stessa forza distruttiva subita, senza che questo equivalga a concedere impunità. Petrocchi ha richiamato anche l’insegnamento di Papa Leone XIV, secondo cui la giustizia “non riguarda soltanto la distribuzione più equa dei beni o la correzione delle ingiustizie presenti, ma assume anche una dimensione riparativa”, mirando a “ricomporre legami spezzati e a reintegrare chi è stato escluso”. Il cardinale ha ripercorso anche il valore psicologico e sociale del perdono, capace di “disintossicare” dal rancore e di porsi come “porta che immette nella pace sociale”. Quest’anno la Perdonanza, istituita da Celestino V nel 1294, compie 732 anni: la celebrazione si terrà, come da tradizione, il 28 e 29 agosto nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, nella città che Papa Francesco ha definito “la Capitale del Perdono”.

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