“Il rischio non è solo che alcune tecnologie siano usate male, ma che il paradigma tecnocratico in cui siamo immersi faccia sembrare giusta e normale una visione antiumana, secondo cui la pienezza della vita consisterebbe nell’avere di più, nel ridurre la fragilità, eliminare l’imprevisto, controllare ogni cosa”. È un passo dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, richiamato oggi dai Capitani reggenti di San Marino, Alice Mina e Vladimiro Selva, nel discorso di benvenuto al Pontefice, in visita nella Repubblica del Titano per il centesimo anniversario delle relazioni con la Santa Sede. “Il progresso autentico non può essere misurato esclusivamente dalla capacità di innovare, ma dalla capacità di custodire ciò che rende veramente umano l’uomo: la sua dignità inviolabile, la libertà della coscienza, la responsabilità, la solidarietà e la ricerca del bene comune”, hanno commentato i Capitani reggenti, definendo il messaggio del Papa “profondamente vicino” all’esperienza istituzionale della piccola Repubblica, che porta “il peso e la ricchezza di oltre diciassette secoli di storia”. Una libertà, hanno aggiunto, intesa non come privilegio ma come responsabilità verso gli altri, capace di farsi “rispetto, accoglienza e cura dell’altro” e di “costruire ponti” invece di innalzare muri.