Migranti a Ceuta: Save the Children, “migliaia di bambini vivono in strada senza alcuna protezione”

“A Ceuta, bambini di appena sette anni dormono per strada insieme a circa 2mila altri minori privi di protezione o di un sostegno adeguato, in seguito al recente afflusso di migranti che ha determinato una crisi umanitaria”: lo afferma oggi Save the Children. Il numero totale di bambini e adolescenti al di fuori del sistema di protezione è ancora sconosciuto, ma le organizzazioni che già operano sul campo hanno riferito a Save the Children che si tratta probabilmente di circa 2mila.
Un team di Save the Children si trova attualmente a Ceuta per valutare le condizioni in cui vivono i bambini e gli adolescenti, individuare i bisogni di protezione più urgenti ed eventuali situazioni di vulnerabilità.
“Vediamo bambini di appena sette anni che dormono per strada, senza alcuna tutela, spaventati e abbandonati al loro destino, con solo uno o due pasti al giorno. Ci sono bambini di cui non si hanno notizie, che potrebbero dormire per strada, nascondersi o trovarsi in altri luoghi privi della necessaria sicurezza e protezione. Siamo di fronte a una situazione umanitaria che richiede risorse urgenti, come la creazione di spazi sicuri per loro. Lo Stato deve mobilitare immediatamente le risorse necessarie per garantire che nessun bambino dorma per strada e che Ceuta disponga del sostegno necessario per far fronte a questa emergenza”, dichiara Jennifer Zuppiroli, esperta di migrazioni presso Save the Children Spagna.
Save the Children esorta le autorità a potenziare immediatamente le squadre e le risorse dedicate alla localizzazione, all’identificazione e alla protezione delle bambine e dei bambini che rimangono fuori dal sistema, e a garantire che ogni minore abbia accesso a un luogo sicuro dove dormire, al cibo, all’acqua, all’assistenza sanitaria, al sostegno specializzato e all’assistenza psicosociale.
L’organizzazione chiede il trasferimento urgente dei minori non accompagnati verso altre Comunità autonome spagnole, in linea con i meccanismi stabiliti, nonché una valutazione di tutti gli spazi pubblici disponibili – compresi quelli di proprietà o gestiti dallo Stato, dalle Comunità autonome o dalla città di Ceuta – per fornire alloggi sicuri, affinché nessun bambino sia costretto a dormire per strada.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi