Papa a Lampedusa: no a “chi ha paura di contaminarsi”, “l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione”

(Foto Vatican Media/SIR)

(da Lampedusa) “Dove c’erano muri di separazione, Cristo li ha abbattuti”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa presieduta al Campo sportivo “Arena”, al termine del viaggio a Lampedusa. “Non c’è amore di Dio senza amore del prossimo, e non c’è prossimo se io non mi avvicino”, ha ricordato il Pontefice, secondo il quale “fermarsi, commuoversi, abbassarsi, piangere davanti al dolore altrui – come ha fatto Gesù – significa entrare nel movimento dell’amore, quello in cui Dio si è rivelato”. “In ogni tempo non manca chi ha paura di contaminarsi nel contatto con gli altri, negando così – persino davanti alla sofferenza e alla morte – la comune origine in Dio, l’infinita dignità di ogni essere umano e la chiamata all’amore senza limiti”, il grido d’allarme di Leone XIV:  “È tempo di riconoscere e affermare che l’appartenenza religiosa non deve mai diventare motivo di discriminazione, quasi che la fede abbia confini e non sia invece chiamata universale alla salvezza”.

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