Diocesi: Grosseto, per 100 anni di don Franco Cencioni raccolti oltre 9mila euro per il restauro del reliquiario di san Guglielmo

Un secolo di vita, ben settantacinque anni di ministero sacerdotale e una comunità intera che si è stretta con affetto attorno a uno dei suoi testimoni più amati. Passate due settimane dai festeggiamenti per il suo centesimo compleanno, don Franco Cencioni ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutta la città di Grosseto e alla diocesi attraverso un videomessaggio ripercorrendo le emozioni e il significato di una celebrazione vissuta non come festa personale, ma come un momento di popolo.
“A farmi accettare questo momento è stato prima di tutto l’abbraccio della comunità cristiana e cittadina – ha confidato don Franco -. Un bagno di fede e di gratitudine vissuto nella nostra cattedrale, dove mi sono sentito circondato d’affetto. Presenza e compagnia: questi sono stati i miei anni tra voi, vissuti accanto a undici vescovi — tra cui i carissimi Giovanni, Rodolfo e l’attuale pastore Bernardino — e a tanti confratelli con cui ho condiviso la vita quotidiana”. Un sentito ringraziamento è andato anche alle istituzioni civili per l’omaggio ricevuto nella sala consiliare del Comune: “Ho accolto quel riconoscimento come il segno di una strada percorsa insieme, condividendo momenti entusiasmanti e stagioni di prova. Oggi vorrei rinnovare a tutti l’invito alla speranza per un futuro migliore, anche dentro l’orizzonte complesso che stiamo attraversando”.
In occasione di questo storico traguardo, don Franco Cencioni non desiderava regali per sé, ma ha espresso una volontà chiara: lasciare alla Città e alla Chiesa locale un segno tangibile attraverso il restauro del reliquiario contenente le principali reliquie di san Guglielmo di Malavalle, conservato nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo a Tirli. L’appello è stato accolto con straordinaria generosità: grazie alle offerte giunte da tanti fedeli e cittadini sono stati raccolti oltre 9mila euro, una cifra che copre quasi interamente l’impegno economico stimato intorno ai 10mila euro necessari per il completo recupero dell’opera.
“Ringrazio di cuore per la generosità dimostrata – ha evidenziato don Franco nel suo messaggio -. San Guglielmo, da cavaliere della spada divenuto cavaliere della Croce, è un punto di riferimento non solo da invocare, ma da imitare. Gli studi scientifici promossi con l’Università di Pisa ci hanno restituito le basi per guardare a lui come a una figura che rianima la memoria della nostra terra”.
Da storico direttore dell’Ufficio beni culturali ecclesiastici, don Cencioni ha voluto infine lanciare un accorato appello per il futuro della cultura maremmana: “Il nostro patrimonio artistico non è solo memoria, ma un Vangelo aperto che parla alla fatica del vivere quotidiano. È la traccia lasciata anche dal caro don Roberto Nelli nella Settimana della Bellezza. Continuare a sostenere il recupero dell’arte sacra significa custodire un cammino di civiltà che porta l’impronta indelebile del messaggio evangelico”.

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