“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me”. Lo ha ricordato Papa Leone XIV nell’Angelus di ieri, domenica 28 giugno, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano. Il Pontefice ha meditato sul Vangelo di Matteo (10,37-42), indicando tre condizioni dell’amore autentico: il distacco, la perdita e l’accoglienza. Sul primo, Leone XIV ha citato sant’Agostino: “È doloroso il distacco da ciò che ami. Ma anche l’agricoltore perde temporaneamente ciò che semina”. Sul secondo, il Papa ha sottolineato che “l’amore porta frutto solo nel donarsi: quando siamo disposti a perdere un po’ del nostro io per fare spazio all’altro, a perdere un po’ di tempo per ascoltare un amico, a perdere un po’ di comodità per condividere una situazione di disagio”. Il Pontefice ha ricordato che “chi trattiene la vita solo per sé stesso, in realtà la perde, perché essa non si apre alla gioia dell’amore e diventa sterile”. Sull’accoglienza, Leone XIV ha infine spiegato che l’amore “si esprime in scelte e azioni concrete, in un impegno fatto di piccoli gesti quotidiani, come quello di offrire un bicchiere d’acqua a chi ha sete”. Il Papa ha concluso invitando a pregare la Vergine Maria “che ha amato il suo Figlio sapendolo anche perdere”.