Leone XIV: udienza all’Aisla, “nessuno mai dev’essere lasciato solo”

“Nessuno mai dev’essere lasciato solo”. Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto questa mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano l’udienza ai membri dell’ Aisla -Associazione italiana sclerosi laterale, ringraziandoli per “tutto quello che fate per la tutela, l’assistenza e la cura dei malati di sclerosi laterale amiotrofica”. Il Pontefice ha definito l’associazione “un’alleanza terapeutica di forte vicinanza e prossimità”, che “ben incarna lo stile stesso di Gesù nei confronti di chi soffre”. Al centro del suo intervento la testimonianza delle persone malate: “ogni giorno, con impegno, fede e coraggio, testimoniate che la bontà e il valore della vita sono più grandi della malattia”, ha detto, aggiungendo che “le sfide si possono affrontare insieme, trasformandole in occasioni speciali e privilegiate per dare e ricevere amore”. Il Papa ha poi elogiato il lavoro dell’associazione nel campo della ricerca, della formazione e dell’assistenza, sottolineando anche il ruolo di “advocacy e sensibilizzazione presso le istituzioni”, a tutela dei diritti delle persone fragili. Particolare attenzione è stata dedicata al tema della prossimità: “La cura della salute richiede presenza, anche fisica, per il bene della persona nelle sue diverse dimensioni: biologica, psichica e spirituale”. In questa linea, ha aggiunto che “la Chiesa sente molto il valore di questo stare vicino, presso le case dei sofferenti, per offrire un accompagnamento anche spirituale”. Richiamando infine il Vangelo, il Papa ha ricordato che Cristo “ha voluto vivere la sua Via crucis come tempo di dolore e di prova”, ma che con la sua Pasqua “ci mostra che il dolore e la sofferenza non possono fermare l’amore”. Da qui l’invito a rimanere “popolo della speranza, che non si arrende davanti alle difficoltà, ma continua a camminare, unito e solidale”.

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