Nel suo messaggio pasquale, sua beatitudine Claudiu Pop, capo della Chiesa greco-cattolica romena, invita i fedeli a pregare soprattutto per i fratelli in Ucraina e in Medio Oriente: “Il Signore dia loro la forza di non cedere alla disperazione e li aiuti a intravedere, tra le nuvole scure della sofferenza, il debole barlume della speranza”. L’arcivescovo maggiore di Alba Iulia e Fagaras evidenzia che la Pasqua – che i greco-cattolici romeni celebrano il 12 aprile – mette i cristiani dinanzi alla verità della loro identità, ossia di “testimoni e annunciatori di Cristo”. Una missione difficile oggi, “in un momento storico in cui il mondo sembra consumato dall’odio e dalla violenza”. “Come parlare di luce quando l’oscurità si insinua ovunque – si chiede mons. Pop –, invadendo ogni spazio della vita e stendendosi sulle coscienze, come un’ombra che non vuole più allontanarsi? E, soprattutto, come potrebbe ancora farsi strada la speranza in un mondo lacerato dalle guerre che ci circondano e da quelle che ci tormentano interiormente, dalle crisi economiche, morali ed esistenziali, dalle profonde inquietudini e da una mancanza di prospettiva sempre più opprimente?” In risposta, Pop ricorda che “la forza della luce non può essere annientata dall’oscurità, perché Dio è al nostro fianco anche quando tutto sembra perduto. Egli accende la fiamma della speranza proprio nell’ora della prova”. L’arcivescovo incoraggia, infine, i fedeli a dare una testimonianza credibile sul Cristo risorto, tenendo accesa la fiamma della speranza.