Leone XIV: all’Inps, “non esiste un determinismo che condanni alla sperequazione”, serve “un sistema di sicurezza solidale”

“Non esiste un determinismo che ci condanni alla sperequazione”. È il monito del Papa, che ricevendo in udienza i dirigenti e i dipendenti dell’Inps ha affermato che “alla base delle disparità non c’è una mancanza di risorse, ma la necessità di affrontare problemi risolvibili relativi a una loro più equa distribuzione, da realizzare con senso morale e onestà”. “In un tale orizzonte, la risposta ai bisogni concreti delle persone è stata da sempre al centro dell’attenzione della Chiesa cattolica, sia per ciò che riguarda il mondo del lavoro sia per l’aiuto ai bisognosi”, ha fatto notare Leone XIV, a partire da Leone XIII, che riferendosi alla condizione dei lavoratori “ha richiamato esplicitamente l’importanza della previdenza e dell’assistenza sociale, per ‘provvedere che all’operaio non manchi mai il lavoro, e vi siano fondi disponibili per venire in aiuto di ciascuno, non soltanto nelle improvvise e inattese crisi dell’industria, ma altresì nei casi di infermità, di vecchiaia, di infortunio’”. Il modello proposto dalla Chiesa, ha spiegato il Pontefice citando Papa Francesco, “è quello di un sistema di sicurezza solidale, basato sui principi della sussidiarietà, della responsabilità sociale e della fraternità umana, sempre con il fine di indirizzare l’intervento assistenziale a consentire a tutti una vita degna mediante il lavoro”.

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