Leone XIV: all’Inps, cresce “precarietà”, “salvaguardare equità” e valutare “impatto dell’intelligenza artificiale”

“Pur di fronte alla necessità di garantire la sostenibilità del sistema, il vostro impegno deve essere sempre volto anche a salvaguardarne il tessuto solidaristico e l’equità, sia a livello pensionistico che di accompagnamento del lavoratore durante il suo percorso professionale”. Lo ha chiesto il Papa ai dirigenti e dipendenti dell’Inps, ricevuti oggi in udienza ed esortati ad attuare “politiche previdenziali generative e di effettivo sviluppo sociale, a partire dalla tutela dei più deboli e dall’investimento sui giovani”. “Gli scenari tipici del lavoro del secolo XX sono mutati”, ha osservato Leone XIV elencandone le cause: “la finanziarizzazione dell’impresa, l’esternalizzazione della produzione su scala mondiale, gli alti costi del lavoro e, soprattutto, l’incalzante sviluppo tecnologico, con il forte impatto dell’intelligenza artificiale, ancora da analizzare e valutare nelle sue molteplici – e in parte inesplorate – sfaccettature”. “I percorsi lavorativi, che per molto tempo sono stati per lo più lineari, con posti di lavoro occupati spesso per tutta la vita, ora sono connotati da maggiore precarietà e variabilità, con la crescita di modelli di lavoro a termine, part-time, in somministrazione, a chiamata, spesso autonomi, nelle forme più variegate e ibride”, ha proseguito il Pontefice: “Ne derivano nuovi bisogni, con nuove responsabilità per lo Stato e per l’individuo, la cui soddisfazione non può non coinvolgere gli enti previdenziali, e l’Inps in particolare”. “Non dimenticare l’uomo”, l’imperativo finale, sulla scorta di Papa Francesco: “Lavorare per chi lavora, e non ultimo per chi vorrebbe farlo ma non può. Sostenere i più deboli, perché a nessuno manchi la dignità e la libertà di vivere una vita autenticamente umana”.

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