“La speranza è la vittoria sulla paura”. Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha aperto oggi a L’Aquila il terzo Convegno nazionale “Il Terremoto dell’Anima”, dedicato alla comunità ferita e agli effetti post-traumatici causati da catastrofi naturali e guerre. Nel suo intervento, Zuppi ha sottolineato come le ferite non siano segni di sconfitta, ma “la prova che dopo il buio c’è la luce” e che proprio da esse può nascere una forza capace di ricostruire. Un invito a “tenere acceso il sismografo del cuore” per riconoscere ciò che conta davvero e a fondare la speranza sull’amore, dentro la vita concreta e non fuori da essa. Il convegno si svolge a quasi 17 anni dal Terremoto dell’Aquila del 2009, evento che ha segnato profondamente il territorio, coinvolgendo famiglie, istituzioni e comunità ecclesiali. Promossa dalla Chiesa aquilana insieme a Caritas Italiana, all’Ufficio diocesano per la pastorale dell’emergenza e alla Scuola di Alta Formazione in Etica dell’Emergenza, l’iniziativa punta anche a riflettere sul ruolo della comunicazione nelle emergenze. “La ferita diventa un ponte”, ha aggiunto Zuppi, richiamando la necessità di solidarietà, condivisione e comunità per affrontare la ricostruzione. Un cammino che richiede “insistenza e fortezza”, senza arretrare, ma continuando a guardare alla luce anche nei momenti più difficili. Ai lavori, moderati da don Daniele Pinton, partecipano tra gli altri il cardinale Giuseppe Petrocchi e rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e sanitario.