“Rientrare in se stessi e scoprire nuovamente che il valore della nostra vita si svela, si orienta e si apre ad un compimento ulteriore, non è semplicemente una ‘pratica’ coerente al tempo liturgico della quaresima ma – permettetemi di dirlo con una certa forza – è atto eminentemente politico in questo tempo di appiattimento, in cui la ricerca del bene comune è mortificata dalle dinamiche di un mercato senza morale”. Lo ha detto mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, nell’omelia della messa in preparazione alla Pasqua con i cattolici impegnati in ambito sociale e politico, celebrata oggi nella chiesa di San Salvatore al Vescovo. Commentando il capitolo 7 del Vangelo di Giovanni, il presule ha denunciato un tempo “segnato dalla confusione, dall’inganno e dalla violenza”, in cui “i realisti ci dicono che la realtà delle relazioni interumane e internazionali è segnata inesorabilmente e unicamente dalla volontà di potenza”. Di fronte a questo scenario, mons. Gambelli ha richiamato la figura di Gesù che “nel mezzo del conflitto attinge al mistero della sua persona vivendo della sua relazione con il Padre”, indicando nella consapevolezza “del valore infinito della persona umana” la radice di ogni autentica libertà interiore e di ogni impegno per il bene comune. Quindi h citato Giorgio La Pira, “uno dei politici interiormente più liberi e coraggiosi” della storia di Firenze, animato dal motto tomistico “Contemplata aliis tradere”.