Guerra, rincari e inflazione da una parte. Bonus dall’altra. “Se il passo resterà questo, rischiamo che un quinto del Paese cada in povertà”: lo dichiara oggi Antonio Russo, portavoce nazionale dell’Alleanza contro la povertà. A lanciare l’allarme è la stessa rete dell’Alleanza sulla base di una serie di elementi che, in queste settimane, creano grande preoccupazione. I nuovi dati Istat sull’inflazione, appena diffusi, confermano una dinamica che torna a pesare sulle famiglie italiane. Aumentano i prezzi, in particolare quelli che incidono di più sui bilanci quotidiani, come alimentari, energia e trasporti. Le guerre hanno costi altissimi, prima di tutto in termini di vite umane ma anche per il loro impatto sull’ambiente e sull’economia reale. “E attenzione – aggiunge Russo – perché i dati sulla povertà sono molto più alti di quelli che ci restituiscono le statistiche ufficiali. Lo abbiamo scoperto e raccontato proprio recentemente: se in Italia oltre il 10,9% delle famiglie vive in povertà assoluta, il dato forse più allarmante riguarda ciò che non si vede: una vasta area di cittadini che vivono sul confine della povertà”.
Sono i “quasi poveri”, come vengono indicati nella recente ricerca “L’Italia delle povertà”, presentata il 5 febbraio scorso. In base ai dati raccolti, circa il 20% delle famiglie italiane si colloca in una zona di vulnerabilità economica, tra chi è già povero e chi rischia di diventarlo rapidamente. “Parliamo di lavoratori, famiglie con figli, anziani soli, che fino a pochi anni fa erano considerati al sicuro e che oggi invece sono esposti a ogni oscillazione dei prezzi – osserva Russo – È proprio su questa fascia che l’inflazione colpisce più duramente: basta un aumento della spesa alimentare o delle bollette per determinare una caduta immediata sotto la soglia della povertà”.
Per l’Alleanza contro la povertà la risposta pubblica appare ancora inadeguata. “Assistiamo all’ennesima stagione di bonus, compresi quelli sul carburante: misure frammentate, temporanee, che non affrontano le cause strutturali dell’impoverimento”, denuncia Russo. “Senza un cambio di rotta, potremmo trovarci già nel prossimo anno con una quota di popolazione in povertà assoluta molto più alta, mentre circa il 20% degli italiani è già oggi in bilico. Continuare con politiche tampone significa accompagnare questa deriva, non contrastarla”, sottolinea.
L’Alleanza contro la Povertà chiede quindi un intervento strutturale, capace di rafforzare i redditi delle famiglie e costruire strumenti stabili di protezione sociale. “La povertà non si combatte con bonus occasionali. Serve una strategia nazionale, continuativa e coerente. Il tempo delle misure emergenziali è finito: oggi rischia di diventare strutturale l’impoverimento del Paese”, conclude Russo.