Medio Oriente: Save the children, “prezzi alimentari in forte aumento, famiglie verso la fame. Un milione di sfollati in Libano”

I prezzi dei generi alimentari stanno aumentando rapidamente in Medio Oriente a causa del conflitto in corso, aggravando le condizioni di famiglie già colpite da anni di crisi, violenze e sfollamenti. A lanciare l’allarme è Save the children, sottolineando che l’insicurezza alimentare sta peggiorando proprio alla vigilia dell’Eid al-Fitr. Già prima dell’escalation, una persona su sei nella regione viveva nell’incertezza del pasto successivo. Oggi, il caro cibo e carburante sta spingendo le famiglie più vulnerabili verso la fame, privandole anche della possibilità di celebrare la festività. “L’Eid, tradizionalmente un periodo di festa e di condivisione, non promette di portare alcun sollievo a molti minori in tutta la regione del Medio Oriente, già sfiancati da orrori inimmaginabili, a causa del costo umano ed economico del conflitto”, dichiara Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the children per il Medio Oriente e l’Europa orientale. In Libano, circa un milione di persone (il 20% della popolazione) è stato sfollato dall’inizio dell’escalation del 2 marzo. Le interruzioni nella catena di approvvigionamento hanno fatto salire i prezzi: carburante e beni alimentari essenziali sono aumentati del 5% in poche settimane. Nei rifugi collettivi mancano i cibi tradizionali dell’Eid, mentre molte famiglie devono limitarsi ai beni di prima necessità. Gravi effetti anche in Afghanistan, dove la sospensione delle esportazioni iraniane ha fatto crescere i prezzi fino al 13% per alcuni prodotti. Circa 9 milioni di bambini soffrono la fame e le famiglie sono costrette a sostituire gli alimenti tradizionali con alternative più economiche. Situazione critica anche a Gaza, dove la chiusura del valico di Rafah ha provocato un’impennata dei prezzi: alcuni ortaggi sono più che triplicati in meno di due settimane, mettendo a rischio la nutrizione dei bambini. Secondo le Nazioni Unite, il protrarsi del conflitto potrebbe spingere altri 45 milioni di persone nella fame acuta, oltre ai 318 milioni già colpiti. Save the children chiede un cessate il fuoco immediato e il rispetto del diritto internazionale umanitario, compreso il libero accesso agli aiuti. L’organizzazione sta rafforzando gli interventi alimentari e nutrizionali per sostenere i bambini e le famiglie più vulnerabili.

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