Germania: diagnostica prenatale. Wellskop-Deffaa (Caritas): “Monitoraggio scientifico per evitare interruzioni di gravidanza”

In vista delle discussioni nel Bundestag tedesco sul monitoraggio del test prenatale non invasivo (Nipt), la Caritas tedesca chiede con urgenza una regolamentazione chiara del suo utilizzo. A quasi quattro anni dall’approvazione per la copertura con le assicurazioni sanitarie, quasi la metà delle donne in gravidanza si sottopone a questo esame del sangue. La Caritas, e le organizzazioni affiliate (Servizio sociale cattolico per le donne e Caritas Servizi per la disabilità e psichiatria), lo considera un segnale d’allarme. Negli ultimi anni sono aumentati i casi di interruzione di gravidanza per sospetta disabilità. A partire dalla decima settimana di gravidanza, i risultati del test forniscono indicazioni sulla probabilità di varie anomalie genetiche (trisomia 21, 18 e 13) e sulla probabilità di una disabilità. Oltre all’aumento dei costi, il Nipt può portare a risultati falsi positivi, in particolare nelle giovani donne: in una donna incinta di 30 anni, la probabilità di un risultato falso positivo per la trisomia 21 è di quasi il 40%, per la trisomia 18 di circa l’80% e per la trisomia 13 addirittura del 90%. Eva Welskop-Deffaa, presidente Caritas, precisa: “Siamo profondamente preoccupati che l’approvazione del test prenatale non invasivo (Nipt) da parte delle compagnie di assicurazione sanitaria abbia portato a cambiamenti nell’assistenza alla gravidanza che sono dannosi sia per i futuri genitori che per la società. La diagnostica prenatale, che spesso produce risultati falsi positivi che causano ansia e incertezza, e che allo stesso tempo non offre opzioni terapeutiche per il bambino, non è d’aiuto ai genitori ma crea piuttosto una pressione dannosa per prendere una decisione”. Caritas ribadisce che viene richiesto con forza “un monitoraggio scientifico per evitare che i genitori si sentano pressati a interrompere una gravidanza perché il Nipt suggerisce che un bambino potrebbe avere una disabilità”.

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