Consiglio europeo: i 27 leader a Bruxelles, Ue alla prova. Sul tavolo Iran, escalation militare, energia. Prestito all’Ucraina, no di tre governi

(Foto Consiglio europeo)

(Bruxelles) “I leader dell’Ue si riuniscono domani a Bruxelles, dove discuteranno dell’escalation militare in Medio Oriente e della situazione in Iran, comprese le relative conseguenze per l’Unione europea in termini di prezzi dell’energia e di sicurezza energetica”. Così, almeno ufficialmente, si apprende dal Consiglio europeo, sede in cui si ritroveranno i 27 capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti all’Ue. “I leader discuteranno inoltre dell’agenda strategica per la competitività, del prossimo quadro finanziario pluriennale, di sicurezza e difesa e di migrazione”. Eppure, la situazione è più complicata: l’attacco Usa-Israele all’Iran e l’escalation in Medio Oriente allargano l’oceano fra Europa e Stati Uniti e, inoltre, dividono al suo interno la stessa Ue. Al momento sembra che i Paesi europei non intendano farsi coinvolgere nel conflitto, ma se gli attacchi dei pasdaran continuassero e colpissero cittadini, basi militari o sedi diplomatiche europee, allora la situazione potrebbe richiedere un altro tipo di impegno. Quindi il summit del 19 marzo si presenta nel segno dell’incertezza.
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres è stato invitato a partecipare a una colazione di lavoro “per discutere del deterioramento della situazione internazionale e di come l’Ue e i suoi partner possono collaborare per difendere il multilateralismo”. Lo stesso presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha affermato: “L’escalation militare in Medio Oriente sta generando instabilità a livello mondiale con conseguenze negative che si fanno già sentire in Europa”.
I leader dell’Ue discuteranno dunque di prezzi dell’energia e sicurezza energetica; mezzi per proteggere i cittadini e le imprese dell’Ue; sforzi per allentare le tensioni e accrescere la stabilità nella regione mediorientale. In questo contesto, i leader “discuteranno anche della preoccupante situazione in Libano, a Gaza e in Cisgiordania”.
I capi di Stato e di governo cercheranno poi di trovare un accordo su come rafforzare la competitività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’Europa nell’attuale contesto globale. Si prevede che il Consiglio europeo vari un’agenda all’insegna di “un’Europa, un mercato”, con orientamenti strategici e scadenze ambiziose per le principali linee d’azione, che vengono così espresse: approfondimento e integrazione del mercato unico; ulteriore semplificazione delle norme e riduzione degli oneri amministrativi; garanzia di un’energia a prezzi accessibili e realizzazione della transizione energetica; promozione del rinnovamento industriale dell’Europa e riduzione delle dipendenze; mobilitazione degli investimenti.
Quindi, in concomitanza dell’inizio del quinto anno della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, i leader affronteranno i più recenti sviluppi in Ucraina e “i mezzi per aumentare la pressione sulla Russia affinché cessi la sua guerra”. Va ricordato che sul convenuto prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il periodo 2026-2027, senza il quale l’Ucraina non avrà soldi per pagare stipendi, fornire servizi essenziali e acquistare armi per difendersi dalla Russia, grava il veto di Ungheria, Slovacchia e Repubblica ceca. Non ultimo, i leader procederanno a uno scambio di opinioni sul prossimo quadro finanziario pluriennale.

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