Leone XIV: no a “improvvisazione e superficialità” sugli abusi, “sostenere le Chiese locali”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La speranza ci impedisce di cedere allo scoraggiamento; la prudenza ci preserva dall’improvvisazione e dalla superficialità nell’affrontare la prevenzione degli abusi”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori. “Anche gli ordinari e i superiori maggiori hanno una propria responsabilità che non può essere delegata”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “l’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale”. “Vi incoraggio a continuare ad essere per loro una risorsa, affinché nessuna comunità all’interno della Chiesa si senta sola in questo compito”, l’invito: “Sostenere le Chiese locali, specialmente dove mancano risorse o competenze, significa dare espressione concreta alla solidarietà ecclesiale. Attendo con interesse di ricevere ulteriori informazioni nella vostra terza relazione annuale sui progressi incoraggianti già compiuti, nonché sulle aree in cui è ancora necessario un ulteriore sviluppo”. “L’impegno della Commissione con la Chiesa a tutti i livelli, con le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie, nonché con i partner della società civile, vi ha spinto ad approfondire lo studio in due aree in rapida evoluzione della tutela: il concetto di vulnerabilità in relazione agli abusi e la prevenzione degli abusi sui minori facilitati dalla tecnologia nello spazio digitale”, l’analisi del Papa, che ha chiesto ai presenti di aiutare la Chiesa “ad affrontare con coraggio le sfide della salvaguardia e a rispondere con chiarezza pastorale e rinnovamento strutturale”. “Tutto il vostro impegno dimostra che la vostra missione non è semplicemente l’istituzione di un processo formale, ma un segno di comunione e di responsabilità condivisa”, ha concluso Leone, ribadendo che “la tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non è un ambito isolato della vita ecclesiale, ma una dimensione che permea la cura pastorale, la formazione, il governo e la disciplina. Ogni passo avanti in questo cammino è un passo verso Cristo e verso una Chiesa più evangelica e autentica”.

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