Anche quest’anno, nel cuore del mese di Ramadan, alcuni frati della Custodia di Terra Santa insieme ad amici ebrei della comunità di Kehilat Zion hanno rinnovato un piccolo ma significativo gesto di fraternità: distribuire acqua e datteri ai musulmani pochi minuti prima dell’iftar, il momento che segna ogni sera la fine del digiuno. Lo rende noto il sito della Custodia di Terra Santa, in un resoconto a firma di padre Alberto Pari. Si tratta di un’iniziativa che negli anni è diventata un segno concreto nell’ambito delle attività di dialogo interreligioso. “Pochi gesti semplici – una bottiglietta d’acqua, qualche dattero, un sorriso – che però racchiudono un messaggio forte: anche in una terra segnata da tensioni e divisioni, è possibile incontrarsi come fratelli e sorelle”, scrive padre Pari. L’iniziativa ha avuto luogo ieri approfittando “di alcune ore di relativa tranquillità, senza allarmi né sirene,” che ha permesso al piccolo gruppo di frati e amici ebrei di tornare per strada e riproporre questo gesto di vicinanza. “È stato un momento semplice ma profondamente sentito. Le persone che si avvicinavano per ricevere acqua e datteri – lavoratori che rientravano a casa, passanti, famiglie – hanno accolto il gesto con gratitudine” spiega il frate. “In un tempo segnato dalla paura e dall’incertezza, quel breve momento condiviso prima dell’iftar è diventato così un segno concreto di speranza. Un gesto piccolo, ma capace di ricordare che il dialogo non è fatto solo di incontri ufficiali o di grandi dichiarazioni, bensì di relazioni quotidiane, di gesti di attenzione reciproca e di fraternità vissuta” scrive padre Pari che così conclude: “Tra datteri condivisi e parole di pace, per qualche istante è sembrato possibile intravedere ciò che tanti, in questa terra, continuano a desiderare e a pregare: un futuro in cui persone di fedi diverse possano vivere insieme nella reciproca stima e nella pace”.