Eurostat: rapporto “Energy in Europe”. Crescono le rinnovabili. Metà dei consumi tra famiglie e industria

È stata pubblicata oggi sul sito di Eurostat l’edizione 2026 di “Energy in Europe” una relazione ricca di dati e percentuali che racconta le tendenze energetiche nell’Ue, divisa in tre capitoli: la produzione, il consumo, il rapporto con l’ambiente. Nel 2024, l’Ue produceva il 43% della propria energia. Di questa il 48% proveniva da fonti rinnovabili, il 28% dal nucleare, il 15% da combustibili solidi, il 5% da gas naturale e il restante 3% dal petrolio greggio. Tra le fonti rinnovabili, la quota più elevata di energia elettrica proveniva da turbine eoliche (17%), centrali idroelettriche (13%), energia solare (11%) e biocarburanti (quasi il 6%). Su scala nazionale le percentuali variano enormemente. Rispetto al consumo finale lordo, tuttavia, nel 2024, la quota di energia rinnovabile era del 25%, in aumento rispetto al 17% del 2014 e al 10% del 2004. Quanto agli usi dell’energia, il 31% del consumo energetico serve ai trasporti (ferrovia, strada, aviazione nazionale e navigazione interna), con il trasporto su strada (principalmente auto e furgoni) che rappresentava quasi l’intera quota. Il 27% è stato utilizzato dalle famiglie private nelle abitazioni dei cittadini (il riscaldamento degli ambienti vale i due terzi di questo consumo). Il 25% è andato all’industria. Il 13% è stato consumato da servizi commerciali e pubblici, il 3% da agricoltura, silvicoltura e pesca. Rispetto ai costi, nella prima metà del 2025, i prezzi dell’elettricità per uso domestico, tasse e imposte incluse, sono stati i più alti in Germania (38 euro per 100 kWh), Belgio (36 euro per 100 kWh) e Danimarca (35 euro), mentre i prezzi più bassi sono stati registrati in Ungheria (10 euro), Malta (12) e Bulgaria (13). Invece i prezzi del gas naturale sempre per i consumatori domestici, comprese tasse e imposte, sono stati i più alti in Svezia (21 euro per 100 kWh), Paesi Bassi (16) e Danimarca (13), mentre i più bassi in Ungheria (3), Croazia (5) e Romania (6).

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