Diocesi: Firenze, conclusa la fase locale del processo informativo sulla vita, virtù e fama di santità del servo di Dio Divo Barsotti

“L’arcidiocesi di Firenze è ben lieta di comunicare che il processo informativo sulla vita, virtù e fama di santità del servo di Dio Divo Barsotti è giunto alla conclusione della fase diocesana”. Lo dice mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, annunciando la chiusura dell’inchiesta diocesana per il fondatore della Comunità dei Figli di Dio. Lo stesso arcivescovo presiederà, sabato 14 marzo, alle 16, nella basilica fiorentina della Santissima Annunziata, la solenne celebrazione del vespro, della sessione pubblica del Tribunale ecclesiastico e del mandato al postulatore per la consegna degli atti al Dicastero per le cause dei santi.
“Don Divo – spiega mons. Gambelli – è figlio di questa Terra toscana. È stato anche figlio di questa Terra e Chiesa fiorentina dove, trasferitosi nel 1945, per più di sessant’anni ha esercitato il suo ministero sacerdotale e ha vissuto la sua esperienza mistica come testimone di Dio, maestro e padre spirituale”.
Nato nel 1914 a Palaia, in provincia di Pisa ma diocesi di San Miniato, Barsotti ha vissuto gran parte della sua vita a Settignano, sulle colline di Firenze, in un piccolo eremo intitolato a San Sergio di Radonez. Lì è morto il 15 febbraio 2006 e lì è sepolto.
Ad aprire la causa, sei anni fa, fu il card. Giuseppe Betori, presiedendo sempre alla Santissima Annunziata il vespro nella memoria proprio di San Sergio, la massima espressione del monachesimo russo sul quale Barsotti modellò di fatto la sua esistenza.
“L’apertura della fase diocesana – spiega padre Agostino Ziino, postulatore della causa e moderatore generale della Comunità dei Figli di Dio – è stata preceduta da un lavoro di preparazione relativo soprattutto all’analisi degli scritti editi di don Barsotti da parte di un numero straordinariamente elevato di teologi censori. Dopo di che il Tribunale ha portato avanti con grande cura e passione il lavoro previsto”.
Adesso il materiale analizzato, raccolto in ventisei scatoloni pieni di documenti, è in partenza per Roma all’indirizzo del Dicastero vaticano delle Cause dei santi con l’auspicio espresso dall’arcivescovo Gambelli che a Barsotti possa essere attribuito il primo titolo di “venerabile” e in tempi non lontani il riconoscimento canonico di “beato”.

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