L’edizione 2026 della Scuola di formazione per studenti, promossa dal Movimento studenti di Azione cattolica a Montesilvano dal 13 al 15 marzo, si propone di “sperimentare un vero e proprio ecosistema educativo, nel quale studenti, insegnanti possano riconoscersi come co-costruttori di una scuola più aperta, inclusiva e capace di innovarsi”. Durante i tre giorni di incontri e laboratori verranno sviluppate alcune competenze considerate decisive per la formazione delle nuove generazioni: dalla consapevolezza finanziaria alla cittadinanza attiva, dall’intelligenza emotiva al pensiero critico, dalla coscienza sociale alle competenze digitali e all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale.
Dopo l’accoglienza e i saluti istituzionali, il programma entrerà nel vivo venerdì 14 sera con un momento dedicato alla musica e alla cultura, per ricordare che la formazione non passa solo attraverso i libri ma anche attraverso i linguaggi artistici e le esperienze condivise. Sabato 15 rappresenterà il cuore dell’appuntamento con una giornata di “scuola alternativa”: workshop e laboratori permetteranno ai partecipanti di sperimentare metodologie didattiche innovative. Domenica 16 mattina, infine, la plenaria conclusiva raccoglierà le riflessioni e le testimonianze emerse durante l’incontro, rilanciando l’impegno degli studenti nei propri territori e nelle loro scuole.
Tra gli ospiti: il gruppo Eugenio in Via Di Gioia; Federica Marinucci e Giulia Trivellone di Libera; Benedetta di Muzio, Chiara Napoleone e Alberto Pompili di Ascs-Agenzia scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo; Simone Grigoletto, docente di Filosofia morale all’Università di Padova; Maria Grazia Vergari, psicologa e docente alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione “Auxilium”; Martina Monticone, biologa nutrizionista; Silvia Boccardi, giornalista; Arturo Mariani, speaker motivazionale ed ex calciatore della Nazionale italiana di calcio amputati.
“La Sfs non vuole offrire formule preconfezionate né soluzioni semplici – spiega Elena Giannini – segretario del Movimento studenti di Ac –. L’obiettivo è piuttosto quello di generare domande, aprire spazi di confronto e restituire agli studenti la consapevolezza del proprio ruolo nella società. Perché la scuola non è soltanto un luogo di verifica o di trasmissione di contenuti, ma una comunità di persone che imparano a vivere insieme, a pensare criticamente e a prendersi responsabilità”.