Olimpiadi Milano-Cortina 2026: don Sacco (Pax Christi), “possiamo celebrare i Giochi ed essere complici della guerra?”

“Chiediamo rispetto della tregua olimpica. Lo sport faccia tacere le armi”. Così il presidente Mattarella pochi giorni fa. “Sono parole che ricordano quelle che, anni fa, i genitori o i nonni dicevano ai figli quando uscivano la sera: ‘Vai piano e torna presto’. Una frase di rito… Sì, perché chi ci pensa oggi alla tregua olimpica?”. È la riflessione di don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia, in occasione dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Don Sacco ricorda che “l’Italia non ha ancora aderito al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Sarebbe stato un bel segno aderire proprio in questi giorni”. Un segnale positivo, invece, viene dai lavoratori portuali: “Proprio il giorno dell’apertura delle Olimpiadi, i portuali non lavorano per le guerre”. Oggi, infatti, è in corso lo sciopero internazionale dei porti, con la partecipazione di 21 tra i più grandi scali europei e mediterranei, da Genova a Trieste, da Livorno a Civitavecchia, fino ad Amburgo e Brema. A Genova il presidio è al Varco San Benigno dalle 18.30. Don Sacco ricorda l’iniziativa Fari di pace e l’incontro del 2 aprile 2022 a Genova, con i vescovi di Genova e Savona, a sostegno dei lavoratori che si rifiutavano di caricare navi con armi. “Come ci ricordava Papa Francesco: ‘Il male per vincere ha bisogno di complici’. Possiamo celebrare le Olimpiadi ed essere complici della guerra?”.

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