Mutilazioni genitali femminili: Dipartimento Pari opportunità, questa mattina un webinar su diritti, salute e dignità di donne e bambine in collaborazione con l’Università Cattolica

L’auspicio che gli operatori sanitari – pediatri, ginecologi, ostetriche e psicologi – ma anche familiari, donne e uomini, “siano informati e formati sulle mutilazioni genitali femminili “, che “sia sempre 6 febbraio” e “non ci si dimentichi mai di contrastare” queste forme di violenza sulla donna, “ciascuno secondo le proprie competenze e ruolo sociale”. Ad esprimerlo è stato questa mattina Walter Malorni (Centro di ricerca in salute globale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore), concludendo il webinar “Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Per i diritti, la salute e la dignità delle donne e delle bambine”, promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il suddetto Centro di ricerca, in occasione della Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili che ricorre oggi, il 6 febbraio, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione su una violazione dei diritti umani che coinvolge milioni di bambine e donne nel mondo.
Le Mgf, come definite dall’Oms, comprendono tutte le pratiche di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre alterazioni non terapeutiche, con gravi conseguenze fisiche, psicologiche e sociali. 
Secondo l’Organizzazione, ha spiegato introducendo i lavori Laura Menicucci, capo Dipartimento Pari opportunità, circa 250 milioni di donne hanno subito una mutilazione genitale e 3 milioni di minori sono a rischio ogni anno. Sebbene il fenomeno sia più diffuso in Africa subsahariana e nella penisola arabica, riguarda anche Europa e Italia, dove l’immigrazione da Paesi ad alta prevalenza – come Egitto, Nigeria, Etiopia e Senegal – ha portato a stimare quasi 90mila donne con Mgf, tra cui 7mila minorenni. In Italia, ha proseguito Menicucci, la legge 7/2006 punisce chi pratica le mutilazioni con pene da 4 a 12 anni, aumentate di un terzo se la vittima è minorenne, anche quando l’intervento avviene all’estero. Tuttavia, la capacità di riconoscere e affrontare il fenomeno da parte di ginecologi, ostetriche, pediatri e operatori sociosanitari risulta ancora insufficiente.
Piero Valentini (Centro di ricerca in salute globale della Cattolica) ha approfondito gli aspetti clinici ed epidemiologici di queste forme di violenza. Giancarlo Santone (Rete romana per la prevenzione e il contrasto alle Mgf) ha presentato le attività della Rete sul territorio. Laura Gentile (Amref Health Africa Ets) ed Esraa Newir (Youth Ambassador Amref Italia) hanno illustrato le attività di contrasto in corso in Italia e in Africa, e hanno portato una testimonianza diretta sulle difficoltà delle ragazze straniere di seconda generazione nel nostro Paese.

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