“La persona, secondo la visione cristiana, deve rimanere sempre al centro dello sport in tutte le sue espressioni, anche in quelle di eccellenza agonistica e professionale”. Così il Papa, nella lettera “La vita in abbondanza”, riassume il valore dello sport nella dottrina cristiana, tracciandone un ampio excursus da San Paolo fino ai nostri giorni, citando figure come San Tommaso d’Aquino e l’opera dei “grandi educatori”, da San Filippo Neri a San Giovanni Bosco, il quale “attraverso la promozione degli oratori, stabilì un ponte privilegiato tra la Chiesa e le nuove generazioni, facendo anche dello sport un ambito di evangelizzazione”. In questa scia, annota Leone XIV, si colloca anche l’enciclica Rerum novarum (1891) di Leone XIII, che “stimolò la nascita di numerose associazioni sportive cattoliche, rispondendo così sul piano pastorale alle mutate esigenze della vita moderna – si pensi alle condizioni degli operai dopo la rivoluzione industriale – e alle nuove abitudini emergenti”. A cavallo tra il XIX e il XX secolo, il fenomeno sportivo divenne di massa e nel 1896 nacquero i Giochi Olimpici. A partire dal pontificato di San Pio X la Chiesa cattolica, per voce dei Papi, “propose una visione dello sport centrata sulla dignità della persona umana, sul suo sviluppo integrale, sull’educazione e sulla relazione con gli altri, evidenziandone il valore universale quale strumento di promozione di valori come la fraternità, la solidarietà e la pace”, sottolinea il Papa citando anche il Concilio, grazie al quale “è cresciuta la consapevolezza ecclesiale dell’importanza della pratica sportiva”. “Molto significativi”, per Leone, sono stati due Giubilei dello Sport celebrati da San Giovanni Paolo II: il primo il 12 aprile 1984 e il secondo il 29 ottobre 2000, allo Stadio Olimpico di Roma: “In questa stessa linea si è posto il Giubileo del 2025, che ha rilanciato in modo esplicito il valore culturale, educativo e simbolico dello sport come linguaggio umano universale di incontro e di speranza. È l’orientamento che ha motivato la scelta di accogliere in Vaticano il Giro d’Italia”.