La Conferenza episcopale dell’Honduras esorta le nuove autorità, e in particolare il presidente Nasry Asfura, che ha giurato la scorsa settimana, ed è stato proclamato al termine di uno scrutinio che si è protratto per molte settimane, a operare per il bene comune, come espresso in un comunicato dei vescovi al termine della loro assemblea plenaria, tenutasi dal 2 al 4 febbraio. Il messaggio chiede a coloro che hanno ricevuto il mandato dei cittadini di “mettere da parte gli interessi particolari e di vegliare sul bene comune dei cittadini”.
L’episcopato propone di consolidare lo Stato di diritto, presentando riforme elettorali trasparenti e consensuali, offrendo inoltre risposte efficaci per affrontare la corruzione e l’impunità: “Chiediamo di non trascurare la promozione dei diritti umani, insieme alla cura e alla difesa della Casa comune, che sono garanti per la costruzione di una vera democrazia”, prosegue la nota.
Consapevoli delle speranze che i cittadini ripongono nel nuovo corpo elettorale e dell’urgenza di “superare le gravi difficoltà che vive la Nazione”, i vescovi assicurano che la ricostruzione della fiducia passa attraverso “il dialogo sincero, l’ascolto, il rispetto e la ricerca di ampi consensi”. Da questo punto di vista sociale, la Chiesa honduregna cerca di rinnovare la sua opera missionaria attraverso l’Invio nazionale alla santa missione”, una proposta che mira a consolidare il suo compito evangelizzatore ispirato al cammino sinodale che vive la Chiesa universale. Questo primo invio sarà seguito da altri a livello diocesano e parrocchiale.