“Negli anni mi sono trovata a rivolgere a giovani ragazzi e ragazze questa domanda: ‘Ci sono delle parole che ti hanno detto che ti hanno fatto/a star male?’. Alcune delle risposte comprendevano insulti, critiche e offese. Le parole, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono importanti perché danno forma ai nostri pensieri e non solo: le parole, quelle dette e ridette, ripensate e ascoltate, alla fine ci entrano dentro e diventano pensieri e tante volte anche realtà”. Alla vigilia della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che si celebra domani, sabato 7 febbraio, così si esprime Rosy Russo, fondatrice e presidente di Parole O_Stili, associazione nata a Trieste nel 2016 con l’obiettivo di responsabilizzare ed educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione non ostile. “La responsabilità delle parole non è solo di chi le pronuncia, dei ragazzi e delle ragazze che scelgono di dirle o non dirle: è prima di tutto di noi adulti, che abbiamo il dovere di osservarli, ascoltarli, accompagnarli nella vita”, ammonisce Russo, secondo cui “evidentemente fino a ora con il nostro esempio non siamo stati in grado di trasmettere che esiste un valore superiore, quello del rispetto”. “Quante volte noi adulti avalliamo, magari senza rendercene conto, una cultura che non è una cultura del rispetto?”, domanda la fondatrice e presidente di Parole O_Stili. “Oggi – conclude – abbiamo bisogno dell’educazione al rispetto dell’altra persona. Perché le parole non sono mai soltanto parole, sono il modo in cui decidiamo di esistere nel mondo”.