Svizzera: lotta agli abusi. Dopo una fase pilota di successo, vescovi danno il via a “valutazioni psicologiche”  anche per operatori pastorali

Per combattere gli abusi sessuali, nel 2025, la Chiesa cattolica in Svizzera ha introdotto una procedura di valutazione psicologica standardizzata per i futuri operatori pastorali (uomini e donne). Durante questa fase pilota, sono state condotte 72 valutazioni in tutte le diocesi svizzere. La procedura è stata sviluppata e realizzata da un gruppo di lavoro di 10 esperti in psicologia/psichiatria forense e diagnostica delle risorse umane ed è stata inizialmente testata in una fase pilota da aprile a fine 2025. Le 72 valutazioni – si legge in un comunicato della Conferenza episcopale svizzera – sono state realizzate 60 in tedesco, 6 in francese e 6 in italiano. La valutazione della fase pilota ha mostrato che le valutazioni sono state ben accolte dalla maggior parte dei candidati. Le hanno trovate professionali, in un ambiente di supporto, importanti e pertinenti, ma anche intense e talvolta molto impegnative. Tutti i colloqui e le valutazioni sono stati e continueranno a essere condotti da esperti esterni riconosciuti. In alcuni casi, in conformità con le raccomandazioni degli esperti, i funzionari diocesani hanno deciso di interrompere la collaborazione con le persone i cui profili valutati non potevano essere convalidati.
La Conferenza episcopale ricorda che il 31 marzo 2025, i vescovi svizzeri hanno deciso di introdurre questa procedura di valutazione obbligatoria: i candidati al sacerdozio, così come gli operatori pastorali laici, saranno sistematicamente sottoposti a questa valutazione. La valutazione è stata elaborata da un gruppo di lavoro guidato da Jérôme Endrass e dal suo team. È suddivisa in quattro fasi. Le prime tre fasi consistono in valutazioni professionali: un test psicologico, un colloquio basato sulle competenze e un colloquio clinico-forense. Tutte e tre le fasi sono condotte da specialisti esterni e documentate in relazioni separate. Sulla base di queste relazioni, i funzionari diocesani conducono un colloquio con i candidati in una quarta fase.
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