Pubblicato il bando per la selezione di 65.964 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari in progetti di servizio civile universale in Italia e all’Estero, con un impegno di 25 ore settimanali ed una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi. La scadenza per presentare la candidatura è alle ore 14 di mercoledì 8 aprile 2026.
Sono 205 in Italia i posti disponibili con la Comunità Papa Giovanni XXIII e 43 all’estero, distribuiti nei tanti Paesi di destinazione: Albania, Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Kenya, Paesi Bassi, Romania, Svizzera, Tanzania e Zambia. In ciascun progetto, le attività dove i volontari e le volontarie in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone con problemi di emarginazione e fragilità sociale, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone senza fissa dimora.
Possono partecipare al bando i giovani, senza distinzione di sesso, che al momento della presentazione della domanda hanno compiuto 18 anni e ne hanno meno di 29. È richiesta la cittadinanza italiana o di Paesi dell’Ue. Per i cittadini extra-Ue va dimostrato di soggiornare regolarmente in Italia. L’elenco dettagliato dei requisiti generali agli articoli 2 e 3 del bando. Altri requisiti aggiuntivi andranno verificati direttamente nei testi dei progetti.
E’ possibile presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line raggiungibile tramite pc, tablet e smartphone, esclusivamente con Spid oppure con Cie o, se sei cittadino europeo o extra-europeo regolarmente soggiornante, chiedendo le credenziali di accesso specifiche sulla piattaforma stessa.
“Per i giovani il Servizio civile universale rappresenta un’occasione preziosa di impegno civico al servizio della comunità e, allo stesso tempo, un importante percorso di crescita personale – afferma Matteo Fadda, responsabile generale dell’associazione -. Le nostre radici affondano nel rifiuto della guerra e nella scelta di obiettare ad ogni forma di violenza. Oggi il Servizio civile continua a essere un’esperienza concreta di costruzione della pace: un’opportunità per stare accanto alle persone più fragili e a rischio di esclusione, ma anche per avvicinarsi ai problemi e ai bisogni della società. È da questa prossimità che nasce e cresce una società più giusta, solidale e nonviolenta”.
È possibile svolgere servizio presso una delle numerose case famiglia della Papa Giovanni XXIII a supporto di minori e persone con disabilità, presso cooperative sociali, strutture di accoglienza per persone che vivono in strada e per donne vittime di tratta. Ma anche in uffici dell’associazione, coinvolgendosi in attività di advocacy, comunicazione e progettazione dei campi della difesa dei diritti umani e della pace.
Per orientarsi meglio, i giovani e le giovani interessati possono partecipare all’iniziativa “Porte aperte per…”, un’opportunità per conoscere direttamente lo stile dell’ente e le progettualità. Per iscriversi è sufficiente compilare un modulo e si verrà ricontattati.