“Il digiuno, antica pratica religiosa, si fonda sulla convinzione che l’uomo sia capace di andare oltre sé stesso, di dirigere sé stesso, superando anche bisogni molto semplici, per seguire determinate regole o per essere educato a vincere egoismi e istintualità; e a farlo riconoscendo il primato di Dio. E se l’uomo è capace di vincere i propri egoismi, può crescere in lui, e attraverso di lui, una cultura della cura dell’altro, del rispetto dell’altro, della comprensione dell’altro… una cultura della fraternità, primo germe della cultura della pace”. Lo ha scritto mons. Santo Marcianò, arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, nel messaggio alla comunità islamica per il Ramadan. Per il presule, “promuovendo il riconoscimento della dignità di ogni persona umana, le diverse religioni possono così contribuire a ricostruire una forte cultura della vita e della pace, nel mondo e anche nella nostra terra di Ciociaria. Si tratta di passi piccoli, ma che hanno grande valore e le cui conseguenze possono essere straordinariamente significative, sul cammino dei singoli e delle comunità”. A nome di tutta la comunità cattolica il presile esprime l’augurio “più caro alla comunità islamica: il cammino del Ramadan – sottolinea – sia occasione di rinnovamento e preghiera perché, camminando l’uno accanto all’altro verso l’Unico Dio, sappiamo tutti collaborare a costruire un mondo più giusto, più bello, più umano, accogliendo la Sua guida e il Suo amore!”.