Papa a Pompei, Napoli e Acerra: card. Battaglia, mons. Caputo e mons. Di Donna, “qui la speranza è chiamata ad espandersi grazie a forza del Vangelo, coraggio dei giovani e testimonianza cristiani”

“Da Pompei a Napoli, a distanza di poche ore, Papa Leone si troverà, per la prima volta, a contatto con la realtà di una grande metropoli del sud, espressione in senso lato della complessità, ma anche delle nuove prospettive e speranze di un mondo in rapida e continua trasformazione”. Lo scrivono, in una nota congiunta, il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato di Pompei, e mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, dopo l’annuncio della Sala Stampa vaticana delle prossime visite di Leone XIV a Pompei e Napoli, l’8 maggio, e ad Acerra, il 23 maggio.
“Più di ogni altra, in Italia e non solo, per la ricchezza e la varietà della sua storia, e la saldezza dei suoi legami con la sede apostolica – con l’impronta missionaria della prima presenza di Paolo, approdato nel Golfo, a Pozzuoli – Napoli, antica capitale nel bacino del Mediterraneo, rappresenta il simbolo di un mondo nuovo in cui temi centrali come quelli dell’accoglienza, del lavoro, del divario sociale e dei fenomeni della malavita organizzata, hanno bisogno di superare e mettere definitivamente alle spalle l’ipoteca dell’emergenza. Città dei giovani e per questo fulcro di una creatività che spinge naturalmente al futuro, sulla scia di San Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Papa Francesco, Napoli si appresta ad accogliere a braccia e a cuori aperti Leone XIV, il primo missionario nella Chiesa di Cristo, il Papa della ‘pace disarmata e disarmante’”, sottolineano i tre pastori.
“Acerra segnerà, a sua volta, la fase più originale e suggestiva di quella che si può considerare un’unica visita pastorale in due tappe. Il richiamo immediato è all’enciclica di Francesco diventata, per la sua efficacia e la sua profezia, manifesto universale di tutti coloro che considerano la cura e la tutela del creato un impegno fondamentale e perciò irrinunciabile per il futuro dell’umanità – aggiungono -. La Terra come casa comune e accogliente per il genere umano non può che essere il riflesso di un’umanità più solidale e legata dai vincoli di quella fraternità universale più volte evocata dal compianto Papa Francesco. La devastazione dell’ambiente, proprio come testimonia la ‘Terra dei fuochi’, non riguarda solo l’incuria e lo sfruttamento del creato, ma porta a corredo una serie vasta e diffusa di mali sociali che impediscono e stroncano sul nascere prospettive di un reale sviluppo”.
Per il card. Battaglia, mons. Caputo e mons. D Donna, “sono proprio questi i terreni sui quali la speranza non può farsi da parte ed è chiamata anzi ad espandersi, contando innanzitutto sulla forza del Vangelo, sul coraggio dei giovani e sulla testimonianza dei cristiani. È questo, nello straordinario annuncio del viaggio pastorale di Leone XIV in Campania, il nostro accorato appello, mentre il nostro profondo grazie al Santo Padre è pieno di un orizzonte di salda speranza”.

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