Dipendenze: Roma, oggi un convegno promosso dalla Fict. Squillaci, “moltiplicare le porte di accesso e costruire servizi pensati per i giovani”

(Foto Fict)

Aprire il sistema dei servizi, raggiungere chi oggi resta fuori e costruire risposte adeguate alle nuove generazioni: sono queste le priorità indicate da Luciano Squillaci, presidente della Fict, nelle conclusioni del convegno dedicato al contributo del Terzo settore nel sistema delle dipendenze, che si è svolto oggi a Roma. “Abbiamo finalmente tutte le reti del Terzo settore accreditato allo stesso tavolo: è il frutto di anni di lavoro comune. Ora però le buone pratiche devono diventare sistema”.
Tre i punti indicati come decisivi: “Moltiplicare le porte di accesso e le azioni di prossimità, costruire servizi davvero pensati per i giovani, oggi intercettati solo quando costretti, e rendere strutturali gli interventi attraverso evidenze e risorse”. Squillaci ha quindi ribadito la necessità di un cambiamento strutturale: “Oggi quattro persone su cinque restano fuori dal sistema. La sfida è costruire un’architettura nazionale capace di agganciarle prima”.
Nel confronto tra le principali reti del Terzo settore è emersa una posizione condivisa: il sistema attuale non riesce a intercettare una parte rilevante delle persone con dipendenze e necessita di una revisione organica.
Caterina Pozzi, presidente del Cnca, ha sottolineato: “Le persone con dipendenze non dovrebbero stare in carcere e i tempi per accedere alle alternative terapeutiche sono troppo lunghi. Serve una governance realmente condivisa tra pubblico e Terzo settore accreditato privato: oggi ai servizi arriva un bisogno sempre più sociale, ma il sociale è il settore più impoverito”.
Il presidente dell’Intercear Biagio Sciortino ha richiamato la responsabilità comune: “Pubblico e Terzo settore sono due gambe dello stesso sistema”. E ha invitato a passare ai fatti: “Le conferenze devono diventare azioni concrete, perché dietro i dati restano storie di sofferenza reale”.
Per Francesco Vismara (Comunitalia) è necessaria una riforma complessiva: “Serve una revisione organica del sistema che moltiplichi i punti di accesso, a partire dall’estensione nazionale dei Servizi multidisciplinari integrati, oggi presenti solo in Lombardia”.
In apertura è stato trasmesso il videomessaggio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha richiamato il “pieno riconoscimento della pari dignità del privato sociale rispetto ai servizi pubblici” e la necessità di “snellire gli appesantimenti burocratici” superando i rallentamenti nelle procedure di presa in carico. “Dobbiamo realizzare un vero e proprio salto culturale, con il pieno ed effettivo coinvolgimento delle comunità terapeutiche nelle strutture territoriali che si occupano di dipendenze indicando nella co-programmazione e co-progettazione delle attività di prevenzione e recupero” lo strumento per mettere al centro la persona.
Il capo del Dipartimento Paolo Molinari ha rimarcato: “Le reti del Terzo settore non sono interlocutori occasionali ma partner istituzionali nella costruzione delle politiche pubbliche sulle dipendenze. Solo insieme, istituzioni e territorio, si possono affrontare fenomeni così complessi”.

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Don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, ha richiamato la dimensione educativa e comunitaria: “I giovani vivono in un mare in tempesta di cambiamenti sociali e culturali e chiedono luoghi di riferimento”. Per questo la Chiesa, insieme a Caritas e realtà del Terzo settore, avvierà un percorso nazionale di ascolto nei territori per individuare buone pratiche e modelli di accompagnamento: “Non esiste una sola porta di accesso: occorre stare accanto ai ragazzi nei loro contesti di vita”.

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