“Il digiuno non è semplicemente un’astinenza fisica dal cibo; è piuttosto uno spazio per entrare in dialogo con noi stessi, per una conversione concreta, per cercare il perdono e la purificazione dell’anima”. Lo scrive il patriarca caldeo di Baghdad, card. Louis Raphaël Sako, nella sua lettera per la Quaresima, dove offre spunti “per la riflessione e la meditazione, l’esame di coscienza e il rinnovamento spirituale e umano”. Il digiuno quaresimale, afferma, “è una Pasqua, un passaggio dal peccato alla grazia”, in preparazione alla Risurrezione, altrimenti “rimane una pratica vuota”. La Quaresima è “tempo per approfondire la nostra fede” che non può ridursi a slogan o alla sola preghiera in chiesa, ma deve essere “incarnata oltre le mura” con “azioni concrete, cuori aperti e menti impegnate”. È anche tempo di pentimento: “Chiedere perdono non è una debolezza, ma una forza posseduta solo dai coraggiosi”, sottolinea, invitando a riparare relazioni ferite e a vivere il Vangelo del perdono. Un passaggio è dedicato a quanti “pubblicano critiche infondate al clero diffuse sui social media”: l’invito è a “tornare in sé e cessare scritti distruttivi”, perché la Quaresima sia “tempo di risveglio al cambiamento positivo e di raggiungimento della pace interiore”. Il patriarca richiama quindi la centralità della preghiera personale e comunitaria, “soprattutto attraverso la partecipazione alla messa”: la preghiera “ci trasforma interiormente” e rende capaci di trasformare “la sofferenza in speranza”. Contemplare Cristo e il suo Vangelo apre a “una profonda trasformazione spirituale, umana e morale”. Infine, l’appello alla carità: “Digiuniamo per risparmiare denaro per beneficenza”, aiutando i poveri “direttamente o tramite la nostra parrocchia”. In un contesto segnato da conflitti, l’invito è a pregare “con fiducia per la pace e per la fine di guerre distruttive”.