Leone XIV: “spero che i carabinieri siano più puntuali del Papa”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Spero che i Carabinieri siano più puntuali del Papa”. Con queste parole, pronunciate a braccio per scusarsi del ritardo, il Papa ha cominciato il discorso rivolto ai Carabinieri della Provincia di Roma, ricevuti oggi in udienza. “Mi ha fatto molto piacere sapere che lo scorso Anno giubilare, pur essendo stato particolarmente impegnativo, ha rappresentato per voi un’esperienza arricchente, sia sul piano umano sia su quello professionale”, ha detto Leone XIV: ”E’ stato così per tutti noi che viviamo a Roma: la testimonianza di tanti pellegrini ci ha edificato”, ha commentato. “Voi siete militari e sapete bene che cosa vuol dire gerarchia, comando, obbedienza”, ha sottolineato il Papa: “Queste parole le usiamo anche nella Chiesa, trasformate dalla novità del Vangelo. E, analogamente, il Vangelo, lungo i secoli, ha permeato le strutture, i criteri, i modi di agire e di pensare delle civiltà dove è penetrato; lo ha fatto non con una rivoluzione violenta, ma con una trasformazione pacifica, dall’interno, attraverso le coscienze, la conversione dei cuori. Così il Vangelo ha portato ovunque il senso di Dio e dell’uomo: il rispetto assoluto della vita e della persona umana, insieme all’adorazione di Dio e di Lui solo”. Anche oggi, per il Pontefice, “siamo chiamati a riscoprire l’essenzialità del messaggio cristiano e lo stile della Chiesa nascente, per incarnarli nel nostro mondo così diverso, molto più complesso. Ma Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre”. “Vi ringrazio per il servizio che svolgete, in particolare intorno al Vaticano e nella città di Roma”, ha concluso il Papa: “Vi auguro di compierlo sempre con coscienza retta, fedeli ai principi e alle regole dell’Arma dei Carabinieri e, in quanto cristiani, fedeli al Vangelo”.

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