Diocesi: Ferrara-Comacchio, la Caritas accoglie alcuni sfollati del Grattacielo della città

(Foto: Voce di Ferrara)

La diocesi di Ferrara-Comacchio, dopo l’evacuazione prima di una torre, poi successivamente dalle altre due nell’area Grattacielo di Ferrara, attraverso la Caritas diocesana, ha dato la disponibilità ad accogliere le donne – una decina – che non avevano un alloggio dove andare ad abitare e ha seguito anche altre persone, soprattutto per quanto riguarda i pasti con l’utilizzo della mensa. “Attraverso il lavoro di incontro e di conoscenza operato dall’Unità di Strada della Caritas – spiega la diocesi in una nota – abbiamo potuto constatare che, a seguito dell’evacuazione di persone e famiglie dalle altre due torri, molte di loro sarebbero rimaste senza una casa, costrette ad arrangiarsi in strada, anche per la mancanza di un vero piano di emergenza”. Per questa ragione la diocesi ha deciso di “gestire” con la Caritas diocesana, in comodato temporaneo, uno stabile di cui dispone l’Azienda Usl, nell’area del complesso di San Bartolo, per accogliere persone e famiglie che si trovassero nei prossimi giorni a “non avere un alloggio, in attesa che le Istituzioni preposte si attivino”. Particolare attenzione sarà posta nei riguardi delle famiglie con minori e di anziani e fragili. “È un momento difficile per cinquecento persone della nostra città, momento che richiede il ruolo primario delle Istituzioni, ma anche la solidarietà di tutti”, spiega la diocesi ferrarese. Nel mese di gennaio un incendio aveva interessato il Grattacielo di Ferrara, determinando l’evacuazione di numerosi nuclei familiari. Nelle settimane successive, a seguito delle verifiche tecniche e dello sgombero delle ulteriori torri del complesso, si è reso necessario individuare soluzioni abitative temporanee per le persone rimaste prive di alloggio. In questo contesto è nata l’iniziativa della diocesi che ha formalizzato la decisione di gestire in comodato temporaneo uno stabile reso operativo per accogliere persone e famiglie in condizione di particolare fragilità. L’organizzazione degli spazi – fa sapere la Caritas diocesana – ha previsto l’allestimento di posti letto con brande, materassi e coperte, la predisposizione di aree comuni e la distribuzione di beni di prima necessità.

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