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Ue: stop a Tel Aviv sulla Cisgiordania. “Non riconoscimento della sovranità di Israele sui territori occupati dal giugno 1967”

(Photo European Commission)

(Strasburgo) “Le nuove misure approvate dal Gabinetto di sicurezza israeliano per la Cisgiordania sono controproducenti e incompatibili con il diritto internazionale. Rischiano di minare gli sforzi internazionali in corso volti alla stabilizzazione e al progresso degli sforzi di pace nella regione”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alto rappresentante Kallas (nella foto) e dei Commissari Šuica e Lahbib sulla decisione del Gabinetto di sicurezza israeliano di modificare le procedure di registrazione dei terreni e di acquisizione delle proprietà in Cisgiordania. “L’Ue ha una posizione di lunga data di non riconoscimento della sovranità di Israele sui territori occupati dal giugno 1967, in linea con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Inoltre, “le decisioni che incidono sull’attuazione del Protocollo di Hebron tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese mettono a rischio il delicato status quo dei siti religiosi”. L’Ue ribadisce dunque “il suo incrollabile impegno per una pace duratura e sostenibile”, “sulla base della soluzione dei due Stati, con lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, contiguo, sovrano e vitale che vivano fianco a fianco in pace, sicurezza e reciproco riconoscimento”. Infine: “Esortiamo tutte le parti ad astenersi da misure unilaterali che aumentino le tensioni, riducendo ulteriormente le possibilità di una soluzione negoziata”.

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