Venezuela: vescovi delle Antille, “preoccupati per escalation di tensioni nella regione dei Caraibi, rispettare diritto internazionale”

La Conferenza episcopale delle Antille, in una dichiarazione pastorale diffusa ieri, manifesta “preoccupazione” per l’escalation di tensioni in Venezuela e nella regione dei Caraibi, e per “le implicazioni politiche e morali che caratterizzano l’attuale scenario internazionale”. Rilevanti, infatti, secondo i vescovi, le implicazioni regionali dell’uso della forza nel territorio di una nazione sovrana, nonché sulla crescente instabilità nei Caraibi, evidenziata dal sequestro di imbarcazioni e dall’alterazione della vita quotidiana delle popolazioni. Secondo l’episcopato delle Antille, questo tipo di azioni “può generare precedenti pericolosi e approfondire una spirale di paura e confronto”.
Sebbene venga sottolineato che la legalità di quanto accaduto debba essere valutata dalle autorità internazionali competenti, si insiste sul fatto che esistano principi che non possono essere relativizzati. Tra questi, “il rispetto della dignità umana, del giusto processo e del diritto internazionale umanitario”.
Il bene e la volontà del popolo venezuelano, affermano i vescovi, “deve continuare a essere la priorità assoluta”. In modo speciale, viene espressa vicinanza ai poveri, ai migranti, ai pescatori e alle famiglie, che solitamente soffrono con maggiore durezza le conseguenze dei conflitti tra nazioni. Di fronte a questo scenario, la Conferenza episcopale delle Antille rinnova un appello fermo ed esplicito: al contenimento e alla de-escalation del conflitto; alla mediazione internazionale, specialmente attraverso le Nazioni Unite; al rispetto del diritto internazionale e dei processi legali; e a un impegno rinnovato verso il dialogo e le soluzioni pacifiche.

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