“Anno nuovo, bisogni umanitari drammaticamente persistenti. Così come inalterato è l’impegno di Caritas Gerusalemme a favore della popolazione di Gaza (oltre che di Cisgiordania e Gerusalemme Est), vittima della guerra che per oltre due anni ha contrapposto Hamas a Israele. Nonostante le recenti, ulteriori e discutibili restrizioni imposte dal governo di Tel Aviv all’azione di decine di ong internazionali, l’organismo caritativo del Patriarcato latino continua a operare, sostenuto da molti soggetti della rete internazionale Caritas (tra cui Caritas Italiana e Ambrosiana)ʺ.
“L’azione Caritas prosegue nella triplice direzione che la caratterizza sin dall’inizio della terribile crisi scoppiata con il barbaro attacco terroristico perpetrato da Hamas e altre forze jihadiste il 7 ottobre 2023 e proseguita con la sproporzionata, inumana e criminale reazione armata che Israele ha sviluppato nei due anni successivi”.
In un contesto “di enorme fragilità e complessità, Caritas Gerusalemme offre anzitutto assistenza umanitaria: nei primi due anni dall’inizio della crisi ha assistito almeno 30mila persone, di cui 25mila a Gaza (musulmane e cristiane) e all’inizio dell’anno ha lanciato un Appello di emergenza del valore di 8 milioni di euro, destinato a finanziare gli aiuti emergenziali per l’intero 2026 e ad aiutare oltre 60 mila beneficiari diretti e quasi 165mila beneficiari indiretti”. Gli interventi saranno concentrati, grazie a 127 operatori, soprattutto nella Striscia di Gaza.
Per contribuire a questo sforzo, Caritas Ambrosiana ha deciso di stanziare 150mila euro, che porteranno il supporto finanziario complessivo offerto alle comunità di Terra Santa negli ultimi due anni, grazie alla generosa risposta di tanti donatori, a 945 mila euro. A questa cifra “si aggiungeranno ulteriori risorse economiche, la cui entità e la cui destinazione saranno precisate a febbraio, quando ospite di Caritas Ambrosiana sarà Anton Asfar. Il segretario generale di Caritas Gerusalemme sarà ospite dell’organismo diocesano martedì 10 e mercoledì 11 febbraio; il programma della visita è in via di definizione, ma prevederà tre incontri pubblici a Lecco e Varese, oltre che naturalmente a Milano”.
“Accoglieremo con gioia Anton – dichiarano Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori di Caritas Ambrosiana –, anzitutto per esprimergli ammirazione e gratitudine per quanto l’organismo da lui diretto sta facendo, in condizioni di estrema precarietà e di concreto pericolo (due operatori di Caritas Gerusalemme hanno perso la vita, nei mesi scorsi, a causa dei bombardamenti israeliani, ndr) a favore di tante persone e comunità fiaccate da una guerra insensata. Gli ribadiremo tutta la nostra solidarietà e decideremo insieme a lui a quali obiettivi indirizzare i nostri nuovi contributi, per irrobustire i quali chiediamo ai fedeli e ai cittadini ambrosiani di dare prova di ulteriore generosità. Soprattutto, ascolteremo la sua testimonianza, preziosa per capire come le parti in guerra abbiamo violato e calpestato anche il diritto umanitario, arrivando a fare dei civili scudi umani, a radere al suolo obiettivi non militari e interi insediamenti urbani, a provocare sfollamenti di massa, a utilizzare la fame come arma di guerra: un riprovevole scandalo nello scandalo della guerra, che bisogna guardare in faccia, per trovare la forza di ricordare a chi governa il mondo, e il nostro paese, che alla pace non bastano i pur indispensabili accordi internazionali, ma che essa scaturisce anzitutto dal rispetto del diritto, che tutela la dignità di ogni uomo e di ogni donna, a cominciare dai piccoli e vulnerabili”.