In una conferenza stampa convocata ieri, durante la quale è apparso al suo fianco anche il ministro dell’Interno, Diosdado Cabello, considerato dagli osservatori nei giorni scorsi come insofferente al nuovo corso politico di Caracas, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha affermato che finora ci sono state, nel Paese, 406 scarcerazioni, assicurando inoltre che questo processo continuerà. La presidente ha specificato che le prime liberazioni di detenuti politici risalgono al mese di dicembre e che si sono intensificate in questi giorni. Ed è di questa notte la liberazione dell’imprenditore italo-venezuelano, Luigi Gasperin, la cui messa in libertà era stata erroneamente annunciata ancora giovedì scorso. “Questo processo rimane aperto ed è proprio ciò che abbiamo coordinato con il sistema giudiziario venezuelano”, ha detto la presidente. “Il messaggio è molto chiaro, il messaggio è un Venezuela che si apre a un nuovo momento politico che consenta la comprensione dalla divergenza e dalla diversità politica ideologica, ma deve essere con rispetto verso l’altro, con rispetto per i diritti umani”, ha affermato Rodríguez, che ha, poi, aggiunto: “Il rispetto della legge sarà rigoroso. I messaggi di odio, intolleranza, le azioni di violenza non saranno permessi”.
Sulle cifre date dalla presidente, non c’è, però, accordo da parte di alcune ong. In particolare, il Comitato per la libertà dei lottatori sociali ha ampiamente ristretto il campo, e fornito una lista di 74 nominativi, la cui liberazione è accertata. L’ong Primero Justicia, in una nota, parla della liberazione dei detenuti politici come “passo necessario, sebbene insufficiente”. Si legge nella nota: “Esigiamo che lo Stato venezuelano pubblichi cifre ufficiali, complete e verificabili, che corrispondano alla realtà delle scarcerazioni effettuate. Sollecitiamo la comunità internazionale a un accompagnamento attivo di questo processo e, in particolare, chiediamo l’ingresso nel paese della Commissione interamericana per i diritti umani e dell’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti umani, in qualità di osservatori indipendenti. Reclamiamo la verifica immediata dello stato di salute fisica e mentale di tutti i prigionieri politici, sia di quelli scarcerati sia di coloro che rimangono detenuti”.