Killer robots: Archivio Disarmo e Rete italiana Pace e Disarmo, “fermare la minaccia delle armi letali autonome”

È stato presentato stamattina al Senato della Repubblica l’incontro pubblico promosso nell’ambito della Campagna internazionale “Stop Killer Robots”, su iniziativa del senatore Tino Magni, con l’adesione di Archivio Disarmo e della Rete Italiana Pace e Disarmo. Al centro dell’iniziativa, intitolata “Fermare la minaccia delle armi letali autonome: idee e prospettive per una regolamentazione internazionale”, la crescente preoccupazione per i sistemi d’arma in grado di selezionare e colpire obiettivi senza un controllo umano diretto, con gravi implicazioni etiche, giuridiche e umanitarie. Il confronto tra esperti, società civile e istituzioni nasce dall’urgenza di giungere a una regolamentazione internazionale vincolante, come più volte sollecitato anche in sede Onu dal Segretario generale António Guterres. Il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi ha definito il tema “estremamente urgente”, denunciando il rischio di guerre sempre più affidate ad armi “intelligenti” capaci di decidere autonomamente chi colpire: “Decidere al posto dell’uomo è inaccettabile sul piano etico”. Nel corso dell’incontro sono intervenuti Riccardo Noury (Amnesty International Italia) e Tommaso Natoli (Croce Rossa Italiana). Nicole van Rooijen, direttrice esecutiva della Campagna Stop Killer Robots, ha ribadito la necessità di “impegni chiari, tempi certi e un negoziato formale”, sottolineando che solo un accordo giuridicamente vincolante può impedire che questi sistemi sfuggano al controllo umano. Mons. Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, ha messo in guardia dalla possibile convergenza tra nucleare e Intelligenza artificiale in ambito militare, mentre Fabrizio Battistelli, presidente di Archivio Disarmo, ha indicato come obiettivo non più rinviabile un trattato internazionale sull’IA militare, fondato sul principio del “controllo umano significativo”. A concludere Marco Carlizzi ed Francesco Vignarca, che ha richiamato il rischio di una progressiva disumanizzazione della guerra. L’incontro ha rilanciato il dibattito politico italiano, sollecitando un ruolo attivo dell’Italia nei futuri negoziati internazionali.

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