Gaza: Save the Children, i bambini muoiono per il freddo e il crollo delle macerie dei palazzi

I bambini a Gaza stanno morendo a causa del crollo delle macerie degli edifici e delle temperature gelide, mentre anche le tende, l’unico riparo per le famiglie, vengono spazzate via dai forti venti. Lo dichiara Save the Children, sottolineando che nonostante la pausa delle ostilità stabilita quattro mesi fa, gli oltre due anni di bombardamenti israeliani, le restrizioni nella consegna degli aiuti e la mancanza di attrezzature e forniture per la ricostruzione hanno reso la vita a Gaza a malapena sostenibile. Secondo quanto dichiarato dall’ONU ieri, almeno 100 bambini sono stati uccisi dall’inizio dell’ultima pausa nelle ostilità, il 10 ottobre. “Le condizioni a Gaza stanno minando ogni aspetto della vita quotidiana – dichiara Shurouq, responsabile multimedia di Save the Children a Gaza – Almeno sette bambini e 24 adulti sono morti quest’inverno per mancanza di riparo dal freddo gelido. Diverse persone, inclusi bambini, sono state uccise o ferite da resti di macerie cadute. La maggior parte delle persone non ha una casa dove tornare. Le fragili tende non bastano a proteggere le famiglie dall’inverno, e le condizioni in cui versano rappresentano un affronto alla serie infinita di ferite che i palestinesi di Gaza hanno subito negli ultimi due anni”. “Stiamo lavorando attraverso partner locali per distribuire tende e altri materiali per affrontare l’inverno. Ma le famiglie ci dicono che non è sufficiente: è solo una toppa su una ferita enorme – continua Shurouq – Gli indumenti invernali sono scarsi e costosi: vediamo ancora bambini che indossano vestiti estivi, con temperature invernali, pioggia e forti venti. I materassi bagnati dalle tende allagate impiegano almeno tre giorni per asciugarsi quando c’è il sole, cosa che non accade spesso. Facciamo tutto il possibile per salvare vite e ripristinare i servizi di base, e ci aspettiamo la stessa determinazione dalle organizzazioni umanitarie, dai governi e dal settore privato che sostiene la ripresa di Gaza”. Save the Children continua a fornire servizi salvavita e programmi multisettoriali attraverso i suoi 300 operatori palestinesi e partner locali fidati nel Territorio Palestinese Occupato.

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