“Preghiamo per tutti i detenuti e per i loro familiari. Apprezziamo il fatto che alcuni siano già stati liberati, ma molti altri continuano a gridare insieme ai loro familiari. Non possono continuare a essere ignorati”. È l’appello di mons. Polito Rodríguez Méndez, arcivescovo di Barquisimeto, capoluogo dello Stato di Lara, pronunciato oggi, in occasione della festa della Divina pastora, devozione molto popolare in Venezuela, e soprattutto a Barquisimeto, dove la Divina pastora, raffigurata in un’antica statua portata in processione con grande concorso di popolo, è la patrona della città. “Ripeto – ha proseguito l’arcivescovo –. Ci rallegriamo che alcuni siano già stati liberati, ma molti altri devono ancora essere rilasciati, e le loro richieste e quelle dei loro familiari non possono continuare a essere ignorate; pertanto, sarà un gesto di riconciliazione e di giustizia liberarli il prima possibile”.
Rivolgendosi alla Vergine, Divina pastora, ha concluso: “Affidiamo alla tua protezione anche tutti coloro che si sono trovati nella dolorosa necessità di emigrare in cerca di opportunità, coloro che hanno sofferto la fame e la povertà”.
Seppure lentamente, in effetti, prosegue la liberazione di diversi detenuti. Oggi, in particolare, come confermato dal Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa, sono stati liberati 14 giornalisti. Questi i loro nomi: Ramón Centeno, Víctor Ugas, Leandro Palmar, Belises Cubillán, Carlos Marcano, Rafael García Márvez, Gabriel González, Ronald Carreño, Julio Balza, Nakary Ramos, Gianni González, Luis López, Carlos Julio Rojas, Nicmer Evans.