Nell’ultimo anno la situazione in Siria per i cristiani è diventata sempre più grave. Le donne appartenenti alle minoranze religiose, incluse quelle cristiane, rischiano rapimenti, molestie sessuali e stupri. I cristiani disoccupati hanno enormi difficoltà ad ottenere un lavoro, mentre chi ne ha uno fa fatica a fare carriera. È quanto emerge dalla World Watch List 2026 (Wwl), la lista dei primi 50 paesi dove più si perseguitano i cristiani al mondo, presentata oggi a Roma da Porte aperte/Open doors, l’agenzia che da 70 anni è impegnata a sostenere i cristiani dei Paesi dove esiste la persecuzione anticristiana. Il rapporto attesta che salgono da 380 a oltre 388 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede (1 cristiano ogni 7); di questi 201 milioni sono donne o bambine. La Siria, secondo la Wwl, ha scalato la World Watch List posizionandosi tra le prime dieci nazioni, a causa dell’aumento delle pressioni e delle violenze rispetto all’anno passato. Un anno fa, la Siria era al diciottesimo posto mentre quest’anno è al sesto. Durante la guerra civile, “i cristiani hanno sofferto in modo sproporzionato a causa dei combattimenti e degli sfollamenti. La loro vulnerabilità derivava dall’assenza di un’autorità politica e militare, dai presunti legami con l’Occidente e da una percepita vicinanza al regime di Assad”. “Gli stigmi culturali e la paura delle ritorsioni scoraggiano le donne a denunciare le aggressioni. Quelle cristiane ex musulmane subiscono violenze anche da parte delle loro stesse famiglie, tanto da essere costrette a sposare uomini musulmani, o se già sposate, a dover divorziare ed essere private della custodia dei figli. Analoga condizione per i cristiani ex musulmani sono costretti a far fronte a molteplici pressioni come l’essere minacciati dalla famiglia, picchiati o privati dell’eredità. I credenti possono essere sottoposti anche a forti pressioni sociali e costretti a sposare donne musulmane. Queste circostanze hanno spinto molti uomini cristiani a lasciare la Siria, causando un calo della popolazione cristiana e destabilizzando ulteriormente le comunità. Dalla Wwl emerge anche che “la pressione sui cristiani in Siria varia a seconda della regione in cui si trovano i cristiani. La pressione maggiore si riscontra a Damasco e Aleppo, dove la crescente ostilità delle comunità musulmane conservatrici e dei gruppi estremisti crea incertezza e restrizioni, nonostante la storica presenza di una testimonianza cristiana in queste città”. Porte Aperte aiuta i cristiani in Siria attraverso partner e chiese locali per aiutare e incoraggiare i credenti attraverso la distribuzione di Bibbie e di letteratura cristiana, la formazione e il discepolato, il supporto post-traumatico, aiuti di emergenza, microprestiti e altri sostegni socioeconomici.