“La Rivelazione di Dio ha il carattere dialogico dell’amicizia e, come accade nell’esperienza dell’amicizia umana, non sopporta il mutismo, ma si alimenta dello scambio di parole vere”. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, svoltasi in Aula Paolo VI, ha sottolineato come la Costituzione conciliare Dei Verbum ci ricorda che “Dio ci parla”. “È importante cogliere la differenza tra la parola e la chiacchiera”, il monito di Leone XIV: “quest’ultima si ferma alla superficie e non realizza una comunione fra le persone, mentre nelle relazioni autentiche la parola non serve solo a scambiarsi informazioni e notizie, ma a rivelare chi siamo. La parola possiede una dimensione rivelativa che crea una relazione con l’altro. Così, parlando a noi, Dio ci rivela sé stesso come Alleato che ci invita all’amicizia con lui”. In questa prospettiva, “la prima attitudine da coltivare è l’ascolto, perché la Parola divina possa penetrare nelle nostre menti e nei nostri cuori”: allo stesso tempo, per il Papa, “siamo chiamati a parlare con Dio, non per comunicargli ciò che egli già conosce, ma per rivelare noi a noi stessi”. Di qui la necessità della preghiera, “nella quale siamo chiamati a vivere e coltivare l’amicizia con il Signore”. “Questo si realizza in primo luogo nella preghiera liturgica e comunitaria – ha spiegato il Pontefice – dove non siamo noi a decidere cosa ascoltare della Parola di Dio, ma è lui stesso a parlarci per mezzo della Chiesa; inoltre, si compie nell’orazione personale, che avviene nell’interiorità del cuore e della mente”. “Non può mancare, nella giornata e nella settimana del cristiano, il tempo dedicato alla preghiera, alla meditazione e alla riflessione”, l’invito finale: “Solo quando parliamo con Dio, possiamo anche parlare di lui. La nostra esperienza ci dice che le amicizie possono finire per un qualche gesto eclatante di rottura, oppure per una serie di disattenzioni quotidiane, che sfaldano il rapporto fino a perderlo. Se Gesù ci chiama ad essere amici, cerchiamo di non lasciare inascoltato questo appello. Accogliamolo, prendiamoci cura di questa relazione e scopriremo che proprio l’amicizia con Dio è la nostra salvezza”.