“I dati richiamati dall’Antitrust fotografano una situazione che incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie. Tra ottobre 2021 e ottobre 2025 i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9%, quasi otto punti in più rispetto all’inflazione generale, che si è attestata al 17,3%. Una divaricazione di questa portata colpisce in modo particolare i bilanci familiari, perché la spesa alimentare rappresenta una voce essenziale e incomprimibile dei consumi. Resta inoltre aperta una questione centrale: nonostante il calo dei costi dell’energia e di alcune materie prime rispetto ai picchi successivi all’invasione dell’Ucraina, non tutti i prodotti hanno registrato una riduzione dei prezzi. Questo alimenta interrogativi sulla trasmissione dei costi lungo la filiera e rafforza la necessità di verificare eventuali rigidità o pratiche che ostacolano una corretta formazione dei prezzi al consumo”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum delle Associazioni familiari, in merito all’Indagine dell’Antitrust sull’aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari. “Lo squilibrio di potere contrattuale lungo la filiera agroalimentare e il ruolo cruciale della fase di scambio tra distributori e fornitori hanno effetti non solo sulla redditività delle imprese a monte, ma anche sulla determinazione dei prezzi finali pagati dai consumatori”, ha aggiunto, sottolineando che “in questo contesto diventa indispensabile affiancare agli interventi di vigilanza e trasparenza misure di supporto alle famiglie, per tutelarne il potere d’acquisto e sostenere i consumi. Ma è altrettanto fondamentale che alle analisi e alle indagini conoscitive seguano interventi concreti, capaci di imporre la cessazione di pratiche che producono un pregiudizio per i consumatori. Difendere la capacità di spesa delle famiglie significa salvaguardare la coesione sociale e contribuire alla tenuta dell’economia reale”.